Debito, rendimenti in salita: perché l’Italia rischia 10 miliardi in più
Donatella Principe di Intermonte analizza la pressione sui titoli di Stato, tra crescita, concorrenza dell’IA, inflazione tollerata e crisi di credibilità negli Stati Uniti.
Per l’Italia il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato può tradursi in circa 10 miliardi di euro di spesa aggiuntiva. Donatella Principe di Intermonte legge la fase attuale come un effetto strutturale legato alla trappola del debito, non come una fiammata destinata necessariamente a rientrare in tempi brevi.
Il conto degli interessi continua a salire
Secondo Principe, l’aumento dei rendimenti è difficilmente evitabile. A spingere il mercato non sarebbe soltanto l’incertezza finanziaria: tra i fattori indicati dall’esperta c’è anche la crescita, che modifica le aspettative degli investitori e rende più costoso il finanziamento del debito pubblico.
L’impatto per i conti italiani viene quantificato in 10 miliardi di euro aggiuntivi. La cifra riflette il maggiore onere che lo Stato dovrebbe sostenere quando rinnova i titoli in scadenza e colloca nuovo debito a condizioni meno favorevoli.
L’IA cambia la concorrenza sui capitali
Nella sua analisi, Principe collega la pressione sulle obbligazioni anche alla competizione generata dall’intelligenza artificiale. Gli investimenti collegati a questo settore possono attirare risorse e modificare l’equilibrio tra le diverse opportunità offerte ai mercati.
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La responsabile di Intermonte osserva inoltre che la dinamica dei rendimenti non dipende da un solo elemento. Crescita e concorrenza per i capitali si sommano a un quadro istituzionale più fragile, nel quale le aspettative degli operatori risultano meno ancorate rispetto al passato.
Stati Uniti, Giappone e Francia sotto osservazione
Un altro punto richiamato da Principe riguarda la perdita di credibilità delle istituzioni statunitensi. A suo giudizio, anche le banche centrali sembrano accettare un livello di inflazione più elevato, una posizione che può contribuire a mantenere alta la pressione sui rendimenti.
Tra i Paesi considerati più problematici vengono citati il Giappone e la Francia. «Siamo nella trappola del debito, la salita dei rendimenti è inevitabile», ha affermato Principe, sintetizzando il rischio di una fase in cui il costo del debito continua a crescere e limita il margine di manovra dei governi.
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