Ilva, fino a febbraio senza lavoro: il nuovo colpo per 8.622 operai
L’azienda punta a estendere la cassa integrazione per migliaia di dipendenti, mentre le proteste proseguono e Salis contesta le rassicurazioni ricevute.
Per i lavoratori dell’ex Ilva lo stop rischia di prolungarsi fino alla fine di febbraio. La richiesta dell’azienda riguarda 8.622 operai e arriva mentre erano già stati programmati nuovi incontri, dopo giorni di scioperi e mobilitazioni tra Taranto, Genova e Novi Ligure.
La notizia, comunicata di sabato, ha colto di sorpresa i dipendenti. Dopo le proteste delle ultime giornate, molti di loro faticano a considerare possibile un ulteriore allungamento della cassa integrazione.
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La sospensione coinvolge 8.622 operai
Il provvedimento annunciato dall’azienda comporterebbe il raddoppio del ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti dell’ex Ilva. In concreto, la sospensione dell’attività lavorativa verrebbe estesa sino alla conclusione di febbraio.
La richiesta arriva in una fase già segnata dall’incertezza occupazionale e dalle iniziative di protesta organizzate in più città. Il calendario dei confronti era stato fissato, ma l’annuncio ha modificato il clima alla vigilia degli incontri.
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Sindacati e Salis contestano la scelta
Le organizzazioni sindacali si sono schierate contro l’estensione della cassa integrazione. La decisione viene considerata un ulteriore motivo di tensione per lavoratori che da giorni manifestano il proprio dissenso.
Anche la sindaca di Genova, Salis, ha criticato l’annuncio, sostenendo che la nuova misura contraddica quanto era stato assicurato in precedenza. «Smentite le rassicurazioni ricevute», ha dichiarato, contestando così la distanza tra le garanzie prospettate e la situazione emersa.
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