Genova e Savona, la filiera navale vale 2 miliardi: il nodo è il lavoro
Il primo rapporto sull’industria navale e nautica del Ponente ligure fotografa crescita, occupazione e difficoltà legate a spazi e competenze
Oltre 10mila persone lavorano, direttamente o attraverso l’indotto, nelle attività navali e nautiche di Genova e Savona. Il settore genera circa 2 miliardi di euro di produzione e più di 500 milioni di valore aggiunto, ma la sua espansione deve fare i conti con bacini quasi saturi e con la ricerca di tecnici qualificati.
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La crescita si scontra con il personale
Il comparto occupa circa 4.400 addetti diretti e altri 6mila impiegati nell’indotto. Le professionalità individuate sono più di 60: accanto a carpentieri, saldatori, elettricisti e meccanici trovano spazio progettisti, tecnici e responsabili del coordinamento delle commesse.
Nel distretto genovese, il peso dell’occupazione legata alla costruzione e alla manutenzione navale e nautica è superiore di oltre nove volte alla media italiana. Le aziende segnalano però difficoltà nel trovare lavoratori preparati, soprattutto per i mestieri tecnici e artigianali; cresce anche l’esigenza di profili in grado di unire competenze operative e capacità organizzative.
Genova traina il valore prodotto
A Genova la produzione raggiunge circa 1,9 miliardi di euro, mentre a Savona supera i 50 milioni, con una presenza particolarmente rilevante della costruzione nautica. In entrambe le aree il dato risulta più alto rispetto al 2021.
La fotografia arriva dal primo rapporto dell’Osservatorio socioeconomico “Imprese, lavoro, valore”, nato per seguire nel tempo l’evoluzione dell’industria navale e nautica nei porti del Mar Ligure occidentale. L’indagine ha coinvolto 87 imprese e ha raccolto 63 risposte, prendendo in esame costruzione e riparazione navale, oltre a costruzione e riparazione nautica.
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Una filiera ampia, spazi più stretti
Il sistema riunisce grandi imprese capocommessa e numerose realtà specializzate: più della metà delle aziende che hanno partecipato alla rilevazione è di piccole dimensioni. I legami di fornitura e subfornitura estendono l’attività oltre le aree portuali e sostengono lavorazioni complesse e differenti.
La vicinanza tra imprese e infrastrutture condivise, come i bacini di carenaggio, facilita la collaborazione e lo scambio di competenze. Lo studio evidenzia tuttavia un’elevata occupazione degli impianti: la domanda potenziale potrebbe aumentare, ma oggi trova ostacoli nella disponibilità di aree e nella capacità produttiva.
Un osservatorio destinato a durare
Il rapporto inaugura una rilevazione continuativa sulle attività dei porti di Genova e Savona-Vado Ligure. L’obiettivo è comprendere come cambia la struttura del comparto e offrire elementi utili alle decisioni sul suo sviluppo.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, Confindustria Genova e Unione industriali Savona. Il protocollo d’intesa combina i dati dell’Autorità portuale e le informazioni economiche con le conoscenze delle associazioni industriali e i contributi raccolti direttamente dalle aziende.
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