747notizie oggi Scopri i vantaggi
Economia 3 min di lettura1 ora fa

Il nucleare italiano riparte, primo Smr fino a 217 euro

Lo studio del Politecnico di Milano stima costi iniziali elevati e indica il 2035 per il primo impianto

Il primo piccolo reattore modulare italiano potrebbe produrre elettricità a un costo massimo di 217 euro per megawattora. È la stima del Politecnico di Milano, che ha analizzato condizioni economiche e industriali del ritorno all’energia nucleare.

Offerta del giorno28 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 64 giorni
********


Costi elevati per il primo impianto

Secondo il rapporto Nuclear Energy Innovation Outlook 2026, il costo medio dell’elettricità generata dal primo impianto, calcolato lungo tutta la sua vita operativa, sarebbe compreso tra 110 e 217 euro per megawattora. Per il progetto iniziale, l’intervallo ritenuto più realistico va da 135 a 196 euro.

Con la diffusione della tecnologia e una maggiore produzione in serie, il valore potrebbe scendere tra 110 e 147 euro per megawattora entro il 2050, nell’ipotesi di sviluppo più favorevole. Il dato resta comunque legato a finanziamenti, tempi di costruzione, autorizzazioni e distribuzione dei rischi tra Stato e imprese.

Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy, ha osservato che «il nucleare può giocare un ruolo chiave nel mix energetico nazionale», pur riconoscendo che non si tratta della fonte più economica. Secondo Chiesa, gli impianti atomici garantiscono una produzione continua e programmabile, aiutano a contenere la volatilità dei prezzi e richiedono meno reti e sistemi di accumulo rispetto alle rinnovabili.


Domanda elettrica in aumento

Il tema si lega alla trasformazione prevista per il sistema elettrico italiano. La domanda potrebbe raddoppiare entro il 2050, sostenuta dall’espansione delle auto elettriche, dalle pompe di calore, dall’industria e dai centri di elaborazione dati.

Le fonti rinnovabili non programmabili potrebbero arrivare a coprire tra il 75% e l’83% della generazione. Lo studio indica quindi la necessità di affiancare tecnologie a basse emissioni capaci di fornire elettricità anche quando sole e vento non sono disponibili. Una combinazione di rinnovabili, nucleare e impianti a gas dotati di cattura della CO2 potrebbe ridurre del 15-17% il costo medio della generazione nel 2050.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Legge approvata, regole ancora da scrivere

Il Parlamento ha approvato definitivamente la legge delega sul nucleare il 23 settembre. Il provvedimento consente di avviare il percorso legislativo per il ritorno dell’atomo nel sistema energetico, ma mancano ancora i decreti attuativi e la definizione delle procedure per le autorizzazioni.

Dovranno inoltre essere individuati i siti destinati agli impianti, affrontando il possibile dissenso delle comunità locali. Sul percorso rimane anche l’ipotesi di un nuovo referendum. L’obiettivo indicato dal rapporto è rendere operativo il primo impianto entro il 2035.


Industria italiana e dossier rifiuti

L’Italia dispone già di aziende impegnate nella progettazione, nella fabbricazione di componenti e nello smantellamento delle centrali. Per Chiesa, «le imprese italiane devono entrare nei progetti di realizzazione di Small modular reactor e Advanced modular reactor nel mondo»: a sostegno della filiera serviranno accordi internazionali, competenze specialistiche e formazione.

A livello globale, dei 81 gigawatt di potenza nucleare attualmente in costruzione, 57 sono concentrati in Asia e 40 in Cina. L’Europa occidentale ne conta 7, mentre negli Stati Uniti non risultano nuovi cantieri. Il programma europeo PINC prevede comunque 241 miliardi di euro di investimenti nel nucleare civile fino al 2050.

Per l’Italia resta aperta anche la questione del Deposito Nazionale. La struttura dovrebbe accogliere circa 98mila metri cubi di rifiuti radioattivi provenienti dalla precedente attività nucleare e dai settori medico, industriale e della ricerca.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere