Ifis, la vigilanza alza l’asticella: cosa cambia per la banca
Dopo l’ispezione conclusa a giugno, Banca Ifis dovrà intervenire su controlli, rischi, governance e piano industriale senza fermare la trasformazione del gruppo.
La trasformazione di Banca Ifis in un istituto rivolto a imprese, imprenditori e famiglie potrà proseguire, così come il progetto di cessione dell’intero portafoglio Npl. Tuttavia, al termine della verifica condotta dalla Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026, l’istituto dovrà mettere in campo una serie articolata di interventi.
Banca Ifis ha comunicato di aver accolto l’esito della vigilanza assicurando collaborazione alle autorità. La valutazione complessiva dell’ispezione è stata parzialmente sfavorevole e ha fatto emergere aspetti da correggere sia sul piano della conformità sia su quello della gestione.
La trasformazione resta il punto fermo
Le richieste dell’Autorità non bloccano le operazioni già avviate dal gruppo. Tra queste figurano la dismissione completa delle attività legate agli Npl acquistati da soggetti terzi e il percorso verso un modello di banca universale.
Il processo di cambiamento dovrà però procedere insieme a un rafforzamento dell’organizzazione interna. L’intervento riguarda in particolare il presidio dei rischi, i meccanismi decisionali e la sostenibilità del modello di business, indicati tra i principali ambiti sottoposti a rilievo.
Più controlli e nuovi piani
A Banca Ifis è stato chiesto di elaborare un programma dedicato ad antiriciclaggio e compliance, oltre a un piano di rimedio sul versante prudenziale. Quest’ultimo dovrà comprendere anche una revisione degli assetti di governo societario, con l’inserimento di competenze e professionalità aggiuntive.
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Tra gli altri interventi previsti rientrano il potenziamento dei controlli di secondo livello e la redazione di un nuovo piano industriale di gruppo. Dovranno inoltre essere rivisti i processi relativi al credito, agli Npl e alle cartolarizzazioni.
I rilievi coprono diversi rischi
Nel perimetro dell’ispezione sono finiti anche l’antiriciclaggio, il rischio legato ai sistemi informatici e la sicurezza operativa. La Banca d’Italia ha inoltre esaminato il sistema dei controlli interni, le cartolarizzazioni e la gestione del credito.
Il pacchetto di misure comprende infine un progetto specifico per rendere più solido il sistema di gestione e controllo del rischio Ict e della sicurezza operativa. Gli interventi richiesti si aggiungono quindi alla revisione della governance e alla definizione delle prossime linee industriali del gruppo.
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