Giappone, la Borsa non teme i tassi: dove sono le occasioni
Nomoto di Columbia Threadneedle Investments indica tecnologia, semiconduttori e infrastrutture come aree ancora interessanti, pur invitando alla prudenza sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale.
La stretta monetaria della Banca del Giappone non sembra sufficiente, almeno per ora, a spegnere l’interesse verso le azioni nipponiche. Secondo Daisuke Nomoto, responsabile globale dell’azionario giapponese di Columbia Threadneedle Investments, il mercato può contare sulla spinta delle riforme societarie, sugli investimenti infrastrutturali e sulla domanda collegata all’intelligenza artificiale.
Nomoto prevede comunque altri passi verso una politica monetaria più normale. «Il recente rialzo dei tassi di interesse da parte della BoJ non è un fenomeno isolato e ci aspettiamo che il processo di normalizzazione proseguirà», ha spiegato.
Tecnologia e infrastrutture restano centrali
L’espansione dell’intelligenza artificiale ha sostenuto soprattutto i produttori di semiconduttori e componenti elettronici. La tendenza, osserva Nomoto, si è poi allargata ai materiali, alle reti necessarie per gestire la crescente domanda di calcolo e ai centri dati.
Il gestore invita però a non confondere l’entusiasmo degli investitori con la solidità dei risultati aziendali. Se i prezzi delle azioni dovessero aumentare molto più rapidamente degli utili e dell’attività operativa, i titoli maggiormente esposti all’intelligenza artificiale potrebbero andare incontro a una correzione.
Anche la spesa per le opere pubbliche offre prospettive di lungo periodo. Ponti e gallerie realizzati circa cinquant’anni fa richiedono interventi di ammodernamento, mentre la carenza di lavoratori può sostenere la domanda per le imprese attive nel settore.
Tassi più alti, ma con gradualità
La previsione è che la Banca del Giappone proceda con cautela, lasciandosi guidare dai dati economici. Nomoto indica un possibile ulteriore aumento del costo del denaro entro l’inizio del 2027; l’inflazione, intanto, resta sotto il 2% e il tasso di riferimento è ancora distante dal livello neutrale, stimato intorno al 2%.
La riduzione degli acquisti di titoli di Stato sta contribuendo a spingere verso l’alto i rendimenti decennali, indicati attorno al 3%. La banca centrale, tuttavia, manterrebbe un ruolo di contenimento qualora i movimenti sul mercato diventassero troppo bruschi, fornendo secondo Nomoto un elemento di stabilità.
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La riforma societaria non ha esaurito la spinta
Il miglioramento della governance delle società quotate viene considerato un cambiamento destinato a proseguire. L’attenzione della Borsa di Tokyo all’uso efficiente del capitale ha favorito riacquisti di azioni, distribuzioni più generose agli azionisti e operazioni di fusione e acquisizione.
Il prossimo passaggio, nelle aspettative dell’esperto, dovrebbe riguardare l’impiego delle risorse per finanziare la crescita futura, non soltanto la loro restituzione agli azionisti. Questa evoluzione potrebbe mantenere attivo il processo di rivalutazione delle aziende giapponesi.
Energia estera, rischio ancora gestibile
La dipendenza del Giappone dalle importazioni energetiche rende il Paese esposto a eventuali escalation in Medio Oriente. Un nuovo aumento del petrolio potrebbe incidere sui costi delle attività più energivore e creare difficoltà lungo le catene di approvvigionamento.
Nomoto ritiene però che la vulnerabilità sia oggi inferiore rispetto al passato, grazie ai progressi nell’efficienza energetica, a una maggiore varietà dei fornitori e all’utilizzo di riserve strategiche. Nel medio-lungo periodo, l’instabilità potrebbe inoltre accelerare la diversificazione delle fonti di energia senza modificare la valutazione positiva sulle azioni giapponesi.
Dove cercare valore nel listino
Oltre ai comparti tecnologici, l’attenzione si concentra sulle società che dispongono di ingenti liquidità, immobili o partecipazioni incrociate. In alcuni casi, il valore complessivo di queste attività supera la capitalizzazione di Borsa, con il risultato che il mercato attribuisce un valore negativo alla gestione operativa.
Queste aziende rappresentano, secondo Nomoto, una delle aree più interessanti del listino. Il loro potenziale dipenderà anche dalla capacità dei vertici di utilizzare meglio il capitale disponibile, mentre la domanda legata al rinnovo delle infrastrutture aggiunge un secondo motore strutturale alla crescita.
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