Gas oltre 76 euro ad Amsterdam: scorte tedesche sotto pressione
Le tensioni sul Ttf si accentuano mentre la Germania resta indietro negli stoccaggi, con l’Europa ancora lontana dai livelli italiani.
La stretta sugli stoccaggi tedeschi continua a pesare sulle quotazioni europee del gas. A Berlino le riserve sono ferme al 57% e raggiungono 141 TWh, un livello inferiore sia alla media dell’Unione europea sia al dato italiano, mentre alla fine della campagna invernale manca poco più di un mese.
Il divario negli stoccaggi fa la differenza
In Italia il quadro è più avanzato: le scorte hanno toccato l’86%, pari a 175 TWh. Nel complesso dell’Ue, invece, il riempimento arriva al 70,24%, cioè quasi 795 TWh. Questa distanza tra i principali mercati europei contribuisce a sostenere i prezzi del gas naturale.
Sul mercato Ttf di Amsterdam, in serata, il contratto di ottobre ha così oltrepassato la soglia dei 76 euro. Il future è salito del 5,74% e ha chiuso a 76,13 euro al MWh.
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Amsterdam accelera dopo il discorso all’Onu
Il rialzo è arrivato all’indomani dell’intervento di Masoud Pezeshkian all’assemblea dell’Onu. Il presidente iraniano ha affermato che «la resistenza dell'Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli».
Le sue parole hanno aggiunto tensione a un mercato già condizionato dalle incertezze sull’offerta e dalla situazione degli stoccaggi in Europa. Il movimento registrato a Amsterdam riflette quindi sia il contesto geopolitico sia le preoccupazioni legate alla preparazione per i mesi più freddi.
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