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Economia 2 min di lettura16 ore fa

Fisco, la linea di Meloni: più tutele a chi paga e tolleranza zero per gli evasori

La premier rivendica 21 miliardi di riduzione fiscale annua e indica le misure adottate per famiglie, lavoratori, imprese e autonomi.

Ventuno miliardi di euro l’anno lasciati nelle disponibilità dei cittadini e una stretta contro chi sottrae volontariamente risorse al Fisco: è questa la doppia direttrice indicata da Giorgia Meloni nel messaggio inviato alla XVI Assemblea nazionale di Conflavoro Pmi. La presidente del Consiglio ha difeso una politica fiscale fondata su maggiori garanzie per contribuenti e aziende, ma anche sul contrasto all’evasione.


Più protezioni per contribuenti e imprese

Nel suo intervento, Meloni ha ricordato la revisione dello Statuto del contribuente. Secondo la premier, il cambiamento ha rafforzato le tutele di cittadini e imprese e ha riportato le sanzioni amministrative su livelli comparabili a quelli europei.

L’obiettivo dichiarato è un rapporto meno conflittuale con lo Stato. “Lo Stato deve essere un alleato, e non un nemico di chi lavora e produce”, ha affermato la presidente del Consiglio, spiegando che il sistema tributario dovrebbe sostenere la crescita della società invece di comprimerla.


La soglia invalicabile dell’evasione

Alla maggiore attenzione verso chi vuole mettersi in regola deve corrispondere, nella visione esposta da Meloni, un atteggiamento rigido nei confronti di chi elude o evade consapevolmente. La premier ha citato il risultato record raggiunto nel recupero di somme sottratte al Fisco.

La linea indicata prevede anche di agevolare cittadini e aziende che intendono versare quanto dovuto, purché possano farlo con tempi adeguati. Meloni ha presentato questi interventi come parti di un unico disegno: chiedere il giusto per i servizi pubblici senza mettere in difficoltà famiglie e attività produttive.

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Dove finiscono i 21 miliardi

La riduzione del cuneo fiscale e la revisione dell’Irpef, ha spiegato la presidente del Consiglio, comportano per lo Stato una rinuncia annuale a 21 miliardi di euro. La stessa cifra, nelle parole di Meloni, resta nelle tasche dei cittadini.

L’esempio fornito riguarda un dipendente con un reddito annuo di 30 mila euro: per questo lavoratore il beneficio indicato è di 1.200 euro netti in più ogni anno, in modo permanente. La premier ha quindi collegato il taglio delle imposte a un aumento stabile della retribuzione disponibile.


Le altre misure citate dalla premier

Nel messaggio trovano spazio anche l’azzeramento quasi completo dell’imposta sui premi di produttività e la tassazione più leggera sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali. È stata inoltre ricordata la riduzione del prelievo sul trattamento economico accessorio dei dipendenti pubblici.

Per le imprese, Meloni ha menzionato il ritorno dell’iper-ammortamento. Sul fronte degli autonomi e dei titolari di Partita IVA, invece, ha indicato l’aumento a 85 mila euro del limite di reddito per accedere al regime forfettario.

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