Fisco, i redditi che spiazzano: gioiellieri sotto gli impiegati postali
Dalle professioni indipendenti agli stipendi pubblici emergono differenze inattese nelle dichiarazioni, con alberghi e discoteche tra i casi più vistosi e l’Irpef concentrata in una platea ristretta.
Nel 2024 i redditi complessivi censiti da Itinerari Previdenziali hanno raggiunto 1.076 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 1,028 miliardi del 2023. Nello stesso anno le dichiarazioni sono state quasi 42,84 milioni, ma solo circa 34,1 milioni di contribuenti hanno versato almeno un euro di Irpef.
L’Irpef pesa su pochi contribuenti
La parte più consistente del gettito arriva da una fascia relativamente ristretta. Meno di 8 milioni di persone, pari al 18,78% del totale, indicano redditi da almeno 35mila euro lordi all’anno e generano da sole circa il 65% dell’Irpef complessiva.
All’opposto, circa il 70% dei dichiaranti resta entro quota 29mila euro lordi e contribuisce per il 21,33% all’imposta. Ancora più selezionato il gruppo al vertice: 58.700 persone, cioè lo 0,1% della popolazione, segnalano almeno 300mila euro lordi annui e coprono il 6,49% dell’intero gettito.
Professioni e attività: i divari sorprendono
Quando si entra nel dettaglio delle categorie, il quadro diventa ancora più disomogeneo. L’analisi dei dati di Itinerari Previdenziali, rilanciata da La Repubblica, mostra in più casi redditi dichiarati da titolari di attività inferiori a quelli di lavoratori dipendenti.
È il caso dei gioiellieri, che risultano sotto gli insegnanti. Lo stesso accade per i ristoratori, che dichiarano meno degli sportellisti delle Poste, e per chi gestisce i bar, che si colloca dietro gli autisti del trasporto pubblico.
Tra gli alberghi, la media dichiarata è di 34mila euro l’anno: una cifra che lascia quel comparto sotto un dipendente comunale della prima fascia. Anche i commercianti, secondo lo stesso confronto, restano sotto gli insegnanti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dalle libere professioni alle discoteche
Le differenze non riguardano soltanto chi gestisce un’impresa. Tra le professioni autonome, i dentisti finiscono dietro i commercialisti di quasi 20mila euro. Il distacco, però, si allarga molto di più se si guarda ai valori estremi della graduatoria.
In testa compaiono i calciatori, con un reddito medio dichiarato di circa 250mila euro annui. In fondo, invece, si trovano i gestori delle discoteche: poco più di 11mila euro, persino meno di quanto dichiarano i lavoratori agricoli.
Gli Isa e la soglia dell’8
Un altro passaggio dell’analisi riguarda gli indici sintetici di affidabilità fiscale, gli Isa. Il punteggio va da 1 a 10: tra 1 e 5 si registrano anomalie, mentre sopra l’8 si entra nella fascia considerata coerente e trasparente. Raggiungere quella soglia dà accesso ad alcuni benefici.
Più della metà dei contribuenti soggetti agli Isa non arriva a 8. Questo non equivale, però, a dire che tutti abbiano nascosto ricavi o evaso. Tra le attività con ricavi fino a 30mila euro, gli psicologi mostrano una delle quote più alte di soggetti sotto soglia.
Oltre i 30mila euro compaiono ristoranti, lavanderie e negozi di giochi e abbigliamento sportivo. Gli stabilimenti balneari, infine, rientrano in entrambe le fasce, segnalando criticità di affidabilità sia sotto sia sopra quel livello di fatturato.
Continua a leggere
Tokyo frena dopo il rally: Nikkei perde 475 punti in avvio
Lo yen tiene sul dollaro e guadagna terreno sull’euro, mentre obbligazioni e petrolio alimentano la cautela degli investitori giapponesi.
28 miliardi sul tavolo, 8 in meno alla difesa: il braccio di ferro
A Palazzo Chigi la maggioranza trova l’intesa sullo scostamento dopo il confronto tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini sul momento più opportuno per intervenire.
Inflazione e conti Ue: Meloni mette in discussione il tetto alla spesa
La premier chiede a von der Leyen di rivedere il limite alla spesa netta, mentre Grecia, Spagna e Francia valutano una posizione analoga in vista dell’Ecofin.
Bond sotto pressione: perché i mercati temono inflazione e debito Usa
I rendimenti salgono e lo spread raggiunge il livello più alto da gennaio 2025, mentre Draghi invita alla prudenza sui tassi e punta su crescita e riforme.