28 miliardi sul tavolo, 8 in meno alla difesa: il braccio di ferro
A Palazzo Chigi la maggioranza trova l’intesa sullo scostamento dopo il confronto tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini sul momento più opportuno per intervenire.
Il via libera allo scostamento di bilancio arriva dopo un confronto acceso nella maggioranza. L’intesa riguarda 28 miliardi di spese aggiuntive destinate all’energia e agli armamenti, ma per la difesa il risultato comporta una riduzione di 8 miliardi.
Il vertice parte in salita
La riunione tra i leader della coalizione si è svolta a Palazzo Chigi poco prima delle 19, in un clima reso teso da settimane di discussioni sul maxi-intervento sui conti pubblici. Il nodo non riguarda soltanto la destinazione delle risorse, ma anche il momento politico scelto per assumere la decisione.
Nel confronto precedente all’incontro, Matteo Salvini avrebbe invitato Giorgia Meloni ad attendere. La premier avrebbe invece sostenuto la necessità di agire subito, sintetizzando così la sua posizione: «No, Matteo, meglio adesso che sotto elezioni».
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L’accordo ridisegna le risorse
Il compromesso raggiunto dalla maggioranza consente di mettere a disposizione 28 miliardi per affrontare le spese legate all’energia e agli armamenti. La cifra rappresenta il punto di equilibrio trovato al termine del vertice tra i partiti di governo.
All’interno dell’intesa, tuttavia, la componente destinata alla difesa subisce una decurtazione di 8 miliardi. È questo uno degli effetti più rilevanti dell’accordo, maturato mentre la coalizione cercava di superare le divergenze sullo scostamento e sulla tempistica dell’intervento.
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