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Economia 2 min di lettura11 ott

Fibra disponibile, ma l’allaccio non parte: dove si blocca la connessione

Molti clienti trovano la copertura Ftth ma non riescono a completare l’abbonamento tra appuntamenti mancati, pratiche ferme e responsabilità incrociate.

La rete in fibra risulta presente, il cliente ha già verificato la copertura e spesso cerca soltanto una connessione più affidabile per lavorare da casa o guardare contenuti in streaming. Il problema arriva subito dopo: l’attivazione può non partire, il tecnico può non essere assegnato oppure la pratica può fermarsi dopo settimane di attesa. Un’esperienza che, secondo numerose segnalazioni, non appare più come un episodio isolato ma come una difficoltà ricorrente del mercato italiano delle telecomunicazioni.

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La copertura non basta più

Il paradosso emerge nel momento in cui la disponibilità teorica della rete dovrebbe trasformarsi in un servizio concreto. Anche dopo il controllo su strumenti come la mappa della banda ultralarga dell’Agcom, alcuni utenti raccontano di non riuscire a trovare un operatore disposto a gestire la richiesta oppure di ricevere risposte senza una spiegazione risolutiva.

In altri casi l’ordine viene accettato, ma il percorso si interrompe per un appuntamento annullato, per tempi che si allungano fino a diverse settimane o per un esito tecnico negativo difficile da interpretare. C’è anche chi, dopo avere inviato comunicazioni all’Agcom e ai Corecom regionali, sostiene di non avere ottenuto un riscontro concreto.


Un divario tra rete e clienti

Il problema si inserisce nella distanza tra la copertura Ftth, calcolata sulla base dei numeri civici e delle unità immobiliari raggiunte, e il cosiddetto tasso di adozione: cioè quante famiglie e imprese scelgono davvero di utilizzare il collegamento. I dati citati dall’Autorità per le comunicazioni mostrano una differenza rilevante tra questi due indicatori.

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Proprio questa distanza ha spinto diversi lettori a segnalare le difficoltà incontrate nel tentativo di sottoscrivere un’offerta. La questione, quindi, non riguarda soltanto chi non dispone ancora della fibra, ma anche chi avrebbe la possibilità di attivarla e resta comunque escluso dal servizio.


La responsabilità resta contesa

Per ricostruire l’origine degli ostacoli sono stati coinvolti gli operatori presenti nei diversi passaggi della filiera. Open Fiber e FiberCop gestiscono la realizzazione e la disponibilità della rete Ftth all’ingrosso, mentre Tim, Vodafone e Fastweb, WindTre e Iliad propongono i collegamenti direttamente agli utenti finali.

Le risposte raccolte fanno emergere una distribuzione delle responsabilità non univoca. Gli operatori al dettaglio indicano nelle procedure dei gestori all’ingrosso uno dei principali punti critici; questi ultimi richiamano invece vincoli tecnici e infrastrutturali che possono impedire la conclusione dell’intervento. Nel mezzo rimane il cliente, costretto a confrontarsi con passaggi poco chiari e con una procedura che può arrestarsi senza un motivo facilmente comprensibile.

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