Fao, l’unità italiana può fare la differenza: la sfida di Martina
Il sostegno trasversale alla candidatura italiana viene indicato come un punto di forza per affrontare i dossier agricoli e alimentari internazionali.
«Quando gli altri paesi colgono questo segno unitario lo riconoscono come un valore aggiunto», ha affermato Maurizio Martina durante il Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, a Roma. Per il vice direttore generale della Fao, la convergenza attorno alla candidatura italiana può rafforzare la credibilità del Paese sul piano internazionale.
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L’unità italiana diventa un vantaggio
Martina ha sottolineato che l’Italia dispone di competenze da mettere a disposizione degli altri Stati, soprattutto nell’attuale fase storica. A suo giudizio, il Paese può svolgere una funzione specifica e strategica nei dossier legati alla diplomazia agricola e alimentare.
Il dirigente della Fao ha quindi evidenziato il valore del sostegno arrivato da ambienti politici diversi. La presenza di una posizione condivisa, ha spiegato, viene osservata dagli altri Paesi come un elemento capace di aumentare il peso della proposta italiana.
Il fronte trasversale per la candidatura
A margine dell’incontro romano, Martina ha ringraziato il governo per l’impegno profuso a favore della sua candidatura. Nel riconoscimento ha incluso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida, il viceministro Edmondo Cirielli, i sottosegretari e le altre persone coinvolte nel percorso.
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Il suo grazie si è esteso anche ai parlamentari e ai gruppi politici di ogni schieramento, oltre che alle associazioni che hanno deciso di mobilitarsi. La candidatura, dunque, viene accompagnata da un appoggio che supera i confini della maggioranza di governo.
La scelta ufficiale del governo
Il passaggio istituzionale è avvenuto a febbraio 2026, quando l’esecutivo italiano ha indicato ufficialmente Martina per il ruolo di direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.
La procedura riguarda la guida della Fao e si inserisce nel più ampio confronto internazionale sui temi della sicurezza alimentare, dell’agricoltura e della cooperazione tra Paesi. In questo quadro, Martina considera il sostegno nazionale un elemento da valorizzare nel confronto con gli altri candidati.
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