Famiglie, il divario si allenta ma sulle donne pesa ancora il doppio
In vent’anni il carico domestico non retribuito si è ridotto, ma per le donne resta molto più alto che per gli uomini.
La distanza nei lavori di casa tra uomini e donne si sta riducendo, ma a passo lento. Nel complesso della popolazione con almeno 15 anni, il tempo quotidiano dedicato al lavoro familiare non pagato è sceso di circa 55 minuti in vent’anni, passando da 3 ore e 22 minuti nel 2003 a 2 ore e 27 minuti nel 2023.
Il dato emerge da un report Istat sui tempi di lavoro e sulle disuguaglianze di genere. Il miglioramento è concreto, con una diminuzione pari al -27,2% in due decenni, ma non basta a colmare una forbice che resta ampia: le donne impiegano 4 ore e 21 minuti al giorno, gli uomini 1 ora e 54 minuti.
Il carico resta sbilanciato
Anche con il passare degli anni, la ripartizione dei compiti domestici continua quindi a gravare soprattutto sulle donne. Il divario medio di 2 ore e 27 minuti mostra che il riequilibrio è in corso, ma senza un vero avvicinamento tra i due livelli di impegno.
Il quadro descritto dall’Istat indica che il lavoro in famiglia non si riduce in modo marcato neppure quando aumenta l’occupazione. In altre parole, l’ingresso o la presenza nel mercato del lavoro non sembra alleggerire in modo sostanziale il peso delle attività domestiche non retribuite.
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Le donne in coppia fanno ancora di più
Tra le donne tra 25 e 64 anni che vivono in coppia, il tempo medio dedicato al lavoro familiare è pari a 4 ore e 10 minuti. Rispetto al 2003 sono 43 minuti in meno, un progresso che però non cambia la sostanza del fenomeno.
In questa fascia, le donne concentrano su di sé il 68,9% del lavoro di cura. È un altro elemento che conferma come la distribuzione dei carichi familiari resti ancora molto squilibrata, nonostante il ridimensionamento osservato negli ultimi vent’anni.
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