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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Extraprofitti, il prelievo Ue renderebbe meno: il nodo 2026

Alla vigilia dell’Ecofin, una nota della presidenza del Consiglio Ue segnala incassi più contenuti e propone nuovi margini di confronto.

Il contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle aziende che operano nel comparto dei combustibili fossili potrebbe garantire nel 2026 un gettito più basso rispetto a quello stimato durante la crisi energetica del 2022. È questo il principale elemento emerso in vista della riunione dell’Ecofin di venerdì.


Il gettito atteso scende

Secondo le valutazioni attualmente disponibili, mantenere in vigore il prelievo europeo sugli utili straordinari non assicurerebbe gli stessi risultati ottenuti o previsti nella fase più acuta della crisi. La riduzione delle entrate riguarderebbe quindi l’eventuale applicazione della misura nel 2026.

La nota preparata dalla presidenza del Consiglio Ue avverte infatti che le stime sui profitti eccezionali del settore energetico indicano introiti inferiori qualora il contributo continuasse a essere applicato. Il documento mette così in evidenza il cambiamento delle condizioni rispetto al 2022.

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A Bruxelles resta aperto il confronto

L’ipotesi di un approfondimento non viene accantonata. Per esaminare ulteriormente la questione, la presidenza ritiene possibile creare uno spazio comune di discussione tra i Paesi membri.

La proposta punta a favorire un confronto costruttivo sul futuro del contributo, senza indicare in questa fase una decisione definitiva sulla sua prosecuzione. Il tema sarà portato all’attenzione dei ministri dell’Economia e delle Finanze riuniti venerdì all’Ecofin.

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