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Economia 2 min di lettura35 min fa

Debito e IA, la doppia sfida che mette alla prova l’economia globale

Alla vigilia delle assemblee annuali, Kristalina Georgieva richiama i governi alla prudenza davanti a energia, intelligenza artificiale e conti pubblici fragili

Il risanamento dei conti pubblici torna al centro dell’agenda internazionale. Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, avverte che gli Stati più indebitati non possono affidarsi soltanto alla crescita per ridurre il peso delle passività e devono preparare interventi credibili di medio periodo.


Il debito impone scelte difficili

Nel suo intervento a Singapore, pronunciato prima degli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale, Georgieva ha rilevato una risposta ancora insufficiente da parte delle economie avanzate con livelli elevati di debito. Il richiamo riguarda anche diversi Paesi dell’Eurozona, chiamati a intervenire sui bilanci nonostante il costo politico delle decisioni necessarie.

La direttrice del Fmi ha collegato l’aumento del debito pubblico anche alle pressioni sui prezzi. «Il crescente peso del debito pubblico alimenta l’inflazione e non si ridurrà solo grazie alla crescita», ha osservato. Per questo, ha aggiunto, «è urgente adottare piani credibili di risanamento di bilancio a medio termine».


Energia e IA dividono la crescita

A rendere più complesso lo scenario contribuiscono due forze di segno opposto. Da una parte, l’aumento dei costi energetici rappresenta un fattore negativo per l’offerta; dall’altra, la domanda legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale può sostenere l’attività economica. Secondo Georgieva, la combinazione dei due effetti produce conseguenze molto diverse da un’area geografica all’altra.

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Le conseguenze più pesanti sulla crescita, in base alle anticipazioni sul prossimo World Economic Outlook, riguardano le economie colpite dalla guerra. Le difficoltà si estendono però anche agli Stati più esposti alle importazioni di energia e privi di risorse sufficienti per assorbire nuovi shock.


Il vertice cerca una risposta comune

La prossima settimana si riuniranno i rappresentanti dei 191 Paesi membri del Fmi. Al centro dei lavori ci sarà la valutazione di un’economia mondiale segnata da trasformazioni rapide e da un’incertezza elevata, con particolare attenzione agli effetti combinati di energia, innovazione tecnologica e debito.

L’intervento di Georgieva anticipa dunque alcuni dei temi destinati a entrare nel confronto tra i governi. La direttrice ha sintetizzato il quadro indicando «scelte politiche molto difficili» per le economie avanzate e chiedendo programmi di risanamento sufficientemente solidi da rafforzare la credibilità dei conti pubblici.

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