2.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura6 giorni fa

Export del Veneto orientale: numeri in salita, ma il quadro cambia

Nel primo semestre 2026 le esportazioni di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo avanzano più della media regionale, spinte soprattutto dalla cantieristica e da vendite fuori dall’Unione europea.

La crescita non è omogenea e, per Paola Carron, non basta a mettere al riparo il sistema produttivo. La presidente di Confindustria Veneto Est avverte che la tenuta mostrata oggi non può essere considerata acquisita per il futuro e chiede una risposta più ampia su investimenti, innovazione, energia e AI.


La spinta arriva da mercati lontani

A pesare di più sui conti delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo è stata la componente extra-Ue, salita del 16,1% nei primi sei mesi del 2026. Dentro quel risultato c’è soprattutto il contributo della cantieristica navale, che nel primo trimestre ha generato vendite per 1.189 milioni.

Carron lega questa dinamica a un mercato globale che premia i Paesi capaci di aumentare produzione, domanda, investimenti e tecnologia. Nella sua lettura, la Cina sta rafforzando questa posizione con beni a basso costo e ad alto contenuto tecnologico, mentre l’Europa rischia di restare più indietro.


Il bilancio del semestre resta positivo

Nel complesso, l’export del Veneto orientale ha raggiunto 19.917 milioni di euro nel primo semestre 2026, segnando un +8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il ritmo è il doppio di quello registrato dal Veneto nel suo insieme, fermo a +4,1%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il dato del secondo trimestre conferma la tendenza, anche se con un passo più moderato: 9.749 milioni di euro e un aumento del 3,1% su base annua. Tolto l’effetto della cantieristica, la crescita stimata scende al +1,7%, quasi allineata al +1,2% regionale.


Più export che import

Accanto al rafforzamento delle vendite all’estero, il quadro commerciale del territorio mostra anche un saldo favorevole. Tra gennaio e giugno le esportazioni hanno superato le importazioni, che si sono fermate a 16.990 milioni di euro.

Ne deriva un attivo commerciale di 2.927 milioni, un risultato che Confindustria Veneto Est attribuisce alla capacità delle imprese di reagire agli shock e di riposizionarsi in una fase segnata da incertezza globale, tensioni geopolitiche e ostacoli agli scambi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere