Ex Ilva, Jindal avanti: il governo insiste su Arvedi
Le offerte vincolanti vanno presentate entro la mezzanotte; a Taranto l’area a caldo è ormai ferma
La vendita dell’ex Ilva entra nelle ore decisive con gli impianti di Taranto fermi. Jindal appare in posizione di vantaggio, mentre il governo continua a premere su Arvedi per una soluzione italiana.
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Offerte entro la mezzanotte
Il termine per depositare le proposte vincolanti scade alla mezzanotte di domenica 8 novembre. Per l’acciaieria si tratta dell’ultimo passaggio disponibile prima della scelta dell’acquirente.
Le risorse finanziarie sono ormai esaurite e anche i tempi si sono ridotti al minimo. Rispetto alla situazione di un mese fa, il quadro è cambiato: la distanza della cordata italiana dall’operazione è aumentata, ma l’esecutivo non ha rinunciato a coinvolgere Arvedi.
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Taranto senza l’area a caldo
Nel frattempo, lo stabilimento tarantino è arrivato alla sospensione delle attività dell’area a caldo. Il fermo, inizialmente legato all’evoluzione della procedura di vendita, è ormai considerato certo.
La condizione dell’impianto rende ancora più urgente la definizione dell’operazione. Sullo sfondo resta anche il possibile ritorno di Mittal, elemento che pesa sulla gara e sulle valutazioni relative alla cordata guidata da Jindal.
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