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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Eusider entra nella partita ex Ilva: la scelta per l’acciaio italiano

Il gruppo della famiglia Anghileri aderisce al progetto promosso da Federacciai: oltre un miliardo di fatturato e 1,2 milioni di tonnellate lavorate ogni anno.

La difesa della produzione siderurgica nazionale passa anche dall’ingresso di Eusider nella cordata nata per l’ex Ilva. Il gruppo della famiglia Anghileri ha confermato ufficialmente la propria adesione all’iniziativa, con l’obiettivo dichiarato di sostenere una prospettiva industriale per gli impianti.

Secondo Eufrasio Anghileri, fondatore dell’azienda insieme al fratello Antonio, mantenere in Italia una filiera dell’acciaio solida è essenziale per l’autonomia economica, la competitività della manifattura e la salvaguardia dei posti di lavoro. «Preservare in Italia una capacità produttiva siderurgica è strategico per l’autonomia industriale del Paese, per la competitività dell’intera manifattura nazionale e per la tutela dell’occupazione», ha sottolineato.


Eusider rafforza la cordata italiana

La partecipazione era stata anticipata ad agosto, quando Eusider aveva manifestato la disponibilità a prendere parte al progetto. Ora l’adesione è diventata formale e porta il gruppo ad affiancare i 14 produttori siderurgici italiani che avevano già aderito alla proposta.

L’iniziativa è promossa da Federacciai e vede alla guida Antonio Gozzi, presidente dell’associazione. Per Anghileri, l’ingresso nella cordata rappresenta un modo per intervenire concretamente nella ricerca di una soluzione industriale dedicata all’ex Ilva.

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Numeri e perimetro dell’operazione

Eusider arriva al progetto con una dimensione rilevante: il gruppo registra un fatturato consolidato superiore a un miliardo di euro e lavora ogni anno 1,2 milioni di tonnellate di acciaio. Sono questi i principali dati che descrivono il peso industriale dell’azienda della famiglia Anghileri.

La cordata riguarda gli impianti dell’ex Ilva esclusi dal provvedimento di blocco sull’area a caldo dello stabilimento di Taranto, disposto dalla Corte d’Appello di Milano. Il perimetro dell’iniziativa, dunque, non comprende le strutture interessate da quella decisione giudiziaria.

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