Btp sotto pressione, Milano perde quota: lo spread torna a 111
Il Ftse Mib arretra dell’1% tra vendite su banche e tecnologici, mentre Tim, Inwit e Stellantis si muovono in controtendenza
A sostenere il listino milanese sono soprattutto Tim, reduce dalle pesanti vendite della seduta precedente, e Inwit: i due titoli avanzano rispettivamente del 2% e dell’1,9%. Anche Stellantis guadagna l’1,6%, mentre Saipem (+0,9%), Tenaris (+0,2%) ed Eni (+0,1%) beneficiano della tenuta del prezzo del petrolio.
Mps resta al centro del confronto
Sul fronte bancario, Mps lascia sul terreno lo 0,7% e Intesa cede l’1%. L’andamento del Monte dei Paschi rimane vicino ai livelli dell’offerta presentata da Ca’ de Sass, mentre l’amministratore delegato Luigi Lovaglio valuta come reagire al rilancio di Intesa.
La situazione rende complesso il margine di manovra del vertice di Mps, chiamato a individuare una soluzione dopo la nuova proposta dell’istituto guidato da Intesa. Nel frattempo, anche Banco Bpm e Unicredit si muovono in ribasso, rispettivamente dell’1,3% e dell’1,3%.
I titoli di Stato tornano sotto pressione
Le vendite sui bond governativi si riflettono sull’apertura di Piazza Affari, con il Ftse Mib che arretra dell’1%. La debolezza non riguarda soltanto l’Italia: tra i mercati più esposti figurano anche quelli di Francia e Grecia.
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Il rendimento del Btp decennale sale di 9 punti base e raggiunge il 4,61%. Parallelamente, il differenziale con il Bund tedesco aumenta di quasi 7 punti, portandosi a quota 111.
Tecnologia e banche in affanno
A guidare i ribassi sul mercato azionario sono i comparti tecnologico e finanziario. Technoprobe perde il 3%, Prysmian il 2,8% e Stm l’1,8%, mentre Bper arretra dell’1,5%.
Le vendite coinvolgono dunque anche gli altri principali istituti, con Unicredit e Banco Bpm in calo dell’1,3%. Intesa registra invece una flessione dell’1%, in una seduta segnata dal ritorno della pressione sui titoli di Stato in tutta Europa.
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