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Economia 2 min di lettura54 min fa

Trasporti, il peso nascosto vale 341 miliardi per l’Italia

La filiera della mobilità genera il 19% del Pil e sostiene 4,67 milioni di posti di lavoro, secondo lo studio presentato da Federtrasporto.

Il controllo della catena logistica è diventato decisivo per creare valore e mantenere il rapporto con il cliente. Per questo, secondo Paolo Colombo, presidente di Federtrasporto, accompagnare le imprese dal modello “franco fabbrica” a quello “franco destino” non è un passaggio secondario: lasciare ad altri la gestione della distribuzione significa perdere competenze, valore aggiunto e capacità di governo del mercato.

Colombo ha definito trasporto delle persone e movimentazione delle merci come parti di un unico sistema industriale. «Non possono più essere considerate attività ancillari o un semplice costo da comprimere, ma una leva della politica industriale e della competitività del Paese», ha affermato durante l’assemblea annuale.


Il conto economico va ben oltre i 86

La dimensione complessiva della filiera emerge dallo studio realizzato da Federtrasporto insieme al Centro Studi di Confindustria. L’analisi attribuisce al comparto un valore aggiunto attivato pari a 341 miliardi di euro, una cifra equivalente al 19% del Pil italiano.

Il dato diretto registrato dalle statistiche ufficiali è invece di 86 miliardi, corrispondenti al 4,8% del prodotto interno lordo. La differenza dipende dall’effetto prodotto dal settore sul resto dell’economia: trasporti e logistica non si limitano al proprio perimetro, ma sostengono numerose attività collegate.


Una filiera unica per merci e persone

Per la prima volta, la ricerca ha esaminato gli spostamenti dei cittadini e il trasferimento delle merci come componenti di uno stesso sistema industriale. Il metodo non considera soltanto il risultato generato direttamente dalle imprese, ma anche quello prodotto lungo l’intera rete economica coinvolta.

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Questa lettura restituisce un peso strategico più ampio rispetto alla sola contabilità del comparto. La mobilità viene così collegata alla capacità produttiva del Paese, alla distribuzione dei beni e al funzionamento delle relazioni commerciali.


Quasi cinque milioni di occupati coinvolti

L’impatto riguarda anche il lavoro. La filiera attiva complessivamente 4,67 milioni di occupati, pari al 19,5% dell’occupazione nazionale complessiva.

Secondo le conclusioni della ricerca, senza il sistema dei trasporti verrebbe meno una quota rilevante della ricchezza generata dall’economia italiana. Lo studio è stato presentato nel corso dell’assemblea annuale di Federtrasporto e punta a riportare la mobilità al centro delle scelte di politica industriale.

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