Ericsson sorprende il mercato: utili oltre le stime, ma arrivano i costi
Il gruppo svedese chiude il trimestre con ricavi e redditività superiori alle previsioni, mentre prepara una riorganizzazione nell’area Asia-Pacifico
Il primo trimestre sotto la guida di Per Narvinger porta a Ericsson risultati superiori alle attese, ma anche segnali di cautela per i mesi successivi. Il nuovo amministratore delegato ha indicato tra i principali rischi la debolezza del mercato RAN, le tensioni geopolitiche e il rincaro dei componenti, destinato a pesare sui margini nel prossimo anno.
«Guardando al futuro, il mercato delle reti di accesso radio (RAN) è in fase di stagnazione, le incertezze geopolitiche rimangono elevate e i costi dei componenti incidono negativamente sul margine lordo», ha affermato Narvinger in una nota. L’ex responsabile della divisione Reti ha assunto l’incarico il primo ottobre, prendendo il posto di Borje Ekholm.
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Una nuova regia per l’Asia-Pacifico
Dal prossimo gennaio Ericsson riunirà in un’unica area commerciale i mercati del Nord-Est asiatico, del Sud-Est asiatico, dell’Oceania e dell’India. Secondo il gruppo, il nuovo assetto dovrebbe rendere più snelle le attività nella regione senza ridurre la presenza diretta nei singoli Paesi e presso i clienti.
A guidare la nuova regione Asia-Pacifico sarà Patrick Johansson, oggi alla guida dell’area Europa, Medio Oriente e Africa. Per quest’ultima divisione è già partita la ricerca del prossimo responsabile. La riorganizzazione rientra nel progetto con cui Ericsson intende semplificare la struttura operativa e aumentare l’efficienza dei rapporti commerciali.
La Borsa premia i numeri
A Stoccolma il titolo è arrivato a guadagnare circa il 9%, sostenuto da una trimestrale migliore delle aspettative. Tra luglio e settembre Ericsson ha realizzato ricavi per 59,5 miliardi di corone, con un incremento annuo del 6% e una crescita organica del 7%, contro i 55,28 miliardi stimati dagli analisti.
L’utile netto si è attestato a 5,8 miliardi di corone, in diminuzione del 49%, mentre l’Ebit è sceso del 41% a 8,9 miliardi. Quest’ultimo dato ha comunque superato la previsione di 7,1 miliardi. Nello stesso periodo, il margine lordo del gruppo è passato dal 47,6% al 47,1%.
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Reti in crescita, margini sotto pressione
La divisione principale, dedicata alle apparecchiature di rete, ha aumentato le vendite organiche del 9%. A sostenere il risultato sono state soprattutto le consegne relative a progetti in Giappone e India, insieme agli interventi di aggiornamento e ampliamento delle infrastrutture in Medio Oriente. Negli Stati Uniti e in Canada le vendite della divisione Reti hanno invece registrato un progresso contenuto.
Il margine lordo rettificato della divisione Reti ha raggiunto il 50,3%, leggermente oltre la fascia obiettivo compresa tra il 48% e il 50%. Per il quarto trimestre Ericsson prevede un intervallo tra il 49% e il 51%. A livello di gruppo, il margine Ebita rettificato è sceso dal 28,1% al 17%, pur rimanendo sopra il 14,2% atteso.
Chip più cari e mercato fermo
Nel corso del trimestre il gruppo ha rilevato un ulteriore aumento del costo dei componenti. Ericsson aveva già segnalato a luglio le difficoltà legate ai chip di memoria, il cui prezzo è salito per effetto della domanda crescente connessa all’intelligenza artificiale.
La società prevede quindi un impatto sulla redditività nel 2026, mentre il comparto delle reti di accesso radio resta privo di una crescita significativa. Il piano organizzativo e i risultati trimestrali offrono sostegno al titolo, ma la direzione dovrà affrontare contemporaneamente pressioni sui costi e un contesto internazionale ancora incerto.
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