Entertainment e connettività: nel 2030 il giro d’affari tocca 63,9 miliardi
PwC stima un’ulteriore accelerazione del digitale: il mercato italiano crescerà ancora fino al 2030, mentre telecomunicazioni, pubblicità online e video restano i principali motori.
Nel 2030 il mercato italiano di Entertainment & Media e dei servizi di connettività arriverà a 63,9 miliardi di euro. La stima, elaborata da PwC, indica una crescita media annua del 3,1% nel periodo 2025-2030, con il digitale sempre più centrale nella formazione dei ricavi.
Lo studio mette in fila 13 segmenti, dal cinema ai videogiochi, passando per televisione, radio, musica, libri, quotidiani, periodici, pubblicità online e telecomunicazioni. A emergere è un settore che continua a espandersi anche in una fase economica segnata da incertezza geopolitica, consumi più cauti e regole più stringenti.
Il digitale resta il motore del mercato
Nel 2025 il comparto italiano ha chiuso con ricavi pari a 54,9 miliardi di euro, in aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente. PwC sottolinea che questa dinamica è stata più robusta di quella del PIL reale, segnalando una tenuta superiore del settore rispetto al resto dell’economia.
La spinta più forte arriva dai formati digitali e dai contenuti on-demand, mentre i comparti legati ai supporti tradizionali, soprattutto quelli cartacei, continuano a perdere terreno. I ricavi Consumer hanno toccato 40,9 miliardi di euro nel 2025 e sono attesi a 47,1 miliardi nel 2030, con un ritmo medio del 2,9% annuo.
Dentro questo perimetro, le telecomunicazioni restano la prima voce di spesa delle famiglie italiane. Accanto a esse, crescono in modo più vivace scommesse e giochi online, musica e video, che riflettono il passaggio verso un consumo sempre più digitale.
Maria Teresa Capobianco, Partner PwC Italia e TMT Leader, ha ricordato che il valore complessivo del mercato arriverà a 63,9 miliardi nel 2030 e che la traiettoria resta solida grazie alla pluralità dei segmenti e all’evoluzione delle abitudini di fruizione. La manager ha anche richiamato il ruolo dei servizi di connettività avanzata, indispensabili per sostenere un uso dei dati sempre più intenso.
Telecomunicazioni sotto pressione, ma decisive
Il rapporto segnala però che per le telco il quadro resta complesso. Il traffico dati continua a crescere, ma trasformarlo in margini più alti resta difficile per via della concorrenza, della pressione sull’ARPU e dei costi di rete ancora pesanti.
Allo stesso tempo, l’infrastruttura digitale sta cambiando gli equilibri del settore. Data center, interconnessioni ad alta capacità e carichi di lavoro legati all’AI aprono spazi nuovi per gli operatori, che possono diventare non solo fornitori di connettività ma anche attori chiave dell’economia digitale.
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In Italia questa trasformazione si intreccia con l’espansione della fibra e con investimenti più selettivi sul 5G. Gli operatori, intanto, stanno puntando su maggiore efficienza, semplificazione interna e alleanze, ampliando con cautela la presenza in aree vicine come cybersecurity, energia e servizi ICT.
Capobianco ha spiegato che la componente digitale nel 2025 rappresenta già il 70% dei ricavi complessivi e che tecnologie come l’AI stanno diventando un fattore trasversale di cambiamento. In questo scenario, secondo PwC, le partnership e gli investimenti condivisi assumono un peso crescente.
Pubblicità online e video spingono i ricavi
Sul fronte advertising, il 2025 si è chiuso con 14 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 4,6%. PwC prevede una salita fino a 10,9 miliardi di euro per la sola pubblicità online entro il 2030, con un CAGR del 5,5% nel quinquennio.
A guidare l’espansione saranno soprattutto video advertising, social platform, retail media e paid search. Gli investitori si stanno spostando verso ambienti più misurabili e più efficaci nella profilazione del pubblico, mentre il video digitale conquista un ruolo sempre più strategico.
Nel perimetro delle piattaforme streaming si stanno diffondendo formule con pubblicità, insieme alla crescita della Connected TV e a un’offerta video online sempre più raffinata. Tutti elementi che ampliano gli spazi premium e rafforzano il peso del video nelle strategie media.
Il report chiude anche su un altro dato: il mercato cinematografico italiano. Secondo PwC, il box office salirà a 646 milioni di euro nel 2026, con un balzo del 30,0% sull’anno precedente. Un segnale che, nonostante l’offerta digitale, concerti, sport, cinema ed eventi dal vivo restano molto richiesti dal pubblico.
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