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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Elettrificazione, la Cop31 punta al 35% entro il 2035

L’Italia copre con l’elettricità il 22,7% dei consumi finali; il ritardo pesa soprattutto sui trasporti

La Cop31 punta a portare la quota dell’elettricità sui consumi energetici finali mondiali da poco più del 20% al 35% entro il 2035. La proposta sarà presentata dalla presidenza turca ad Antalya, dove la conferenza sul clima si aprirà il 9 novembre.

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Il ritardo italiano

L’Italia parte da una quota del 22,7%, con il divario più evidente nei trasporti. Il riscaldamento degli edifici e i processi industriali rappresentano gli altri due settori nei quali occorre sostituire i combustibili con l’energia elettrica.

Nel 2025 il fotovoltaico nazionale ha generato 45 miliardi di chilowattora, il 25% in più rispetto all’anno precedente. Per la prima volta ha superato l’idroelettrico, diventando la seconda fonte di produzione elettrica dopo il gas, mentre la domanda complessiva di elettricità è rimasta quasi invariata.

Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate, ha spiegato che la crescita delle rinnovabili negli ultimi quindici anni non è stata accompagnata da un aumento dei consumi elettrici. «Il vero nodo è spostare i consumi dai combustibili all’elettricità», ha detto, indicando in auto, riscaldamento e industria i principali ambiti di intervento.


La posizione dell’Italia nell’Ue

Anche l’Unione europea si presenterà alla Cop31 con l’obiettivo di accelerare l’elettrificazione. L’indirizzo è stato confermato nelle conclusioni del Consiglio Ambiente approvate il 12 ottobre.

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Da un approfondimento della Camera dei deputati emerge però che l’Italia, insieme a Polonia, Bulgaria e Ungheria, avrebbe sostenuto una linea meno ambiziosa. Roma avrebbe appoggiato la proposta polacca di usare l’elettrificazione per spingere la transizione e di collegare gli impegni già assunti al primo bilancio globale sugli obiettivi dell’Accordo di Parigi, definito alla Cop28 di Dubai nel 2023.

Questa posizione puntava a evitare che il documento europeo introducesse obiettivi aggiuntivi rispetto a quelli già fissati: l’uscita dai combustibili fossili, il triplicamento delle fonti rinnovabili e il raddoppio dell’efficienza energetica.


L’effetto sulle emissioni

Il peso dell’elettrificazione emerge anche dall’andamento delle emissioni italiane. Tra il 1990 e il 2025 sono diminuite da 521 a 364 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, con una riduzione complessiva di 157 milioni.

Secondo l’elaborazione di Italy for Climate su dati Ispra e Mase, 109 milioni di tonnellate in meno sono riconducibili proprio al processo di elettrificazione dell’economia. La riunione ministeriale dedicata a questo tema è prevista ad Antalya il 10 novembre.

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