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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Elettrificazione, il 42% delle imprese non ha ancora iniziato

Un’indagine di Cna fotografa investimenti, conoscenze tecniche e difficoltà di finanziamento tra aziende e installatori italiani

I costi stanno rallentando l’adozione delle pompe di calore e l’elettrificazione dei processi nelle imprese italiane.

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Installatori tra costi e competenze

Circa il 60% degli impiantisti coinvolti nell’indagine ha installato almeno una pompa di calore nell’ultimo anno. Le obiezioni dei clienti si concentrano soprattutto sulla spesa necessaria, ma anche l’assenza di locali tecnici adatti rende più complessi gli interventi.

Secondo Diego Prati, responsabile nazionale Cna Installazione impianti, la crescita del settore richiede professionisti capaci di occuparsi dell’intero progetto, dalla pianificazione all’integrazione con gli apparati già presenti. “Investire sulle competenze degli installatori significa migliorare la qualità degli interventi, rafforzare la fiducia dei clienti e ridurre il rischio che esperienze non adeguate compromettano la diffusione di queste tecnologie”, ha dichiarato.


Gli usi dell’elettrificazione

Tra le applicazioni già realizzate o esaminate dalle aziende, il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti produttivi raccolgono il 55% delle indicazioni. La generazione di calore destinato alle lavorazioni industriali arriva invece al 29%.

Un ulteriore 24% delle imprese non ha ancora stabilito quali attività o sistemi convertire all’elettrico. Matteo Reale, presidente di Cna Milano, ha osservato che gli incentivi e le condizioni economiche dovrebbero permettere alle piccole aziende di programmare gli investimenti senza aggiungere nuove incognite ai costi di gestione.


I numeri sulle imprese

Il 42% delle realtà consultate non ha ancora preso in esame l’elettrificazione di uno o più passaggi produttivi. Il 23% ha già completato almeno un intervento, mentre il 14,5% si trova in una fase iniziale di analisi e il 9,6% ha accantonato o posticipato il progetto.

La voce più pesante è quella dell’investimento iniziale, indicata dal 53% dei partecipanti. Tra gli altri impedimenti figurano l’incertezza sul periodo necessario a recuperare la spesa, il prezzo dell’energia e l’accesso non semplice alle forme di finanziamento.


Conoscenze ancora limitate

Alla difficoltà economica si aggiunge una preparazione tecnica insufficiente. Soltanto il 13% delle aziende sa spiegare correttamente che cosa sia una pompa di calore, un dato che secondo Valentina Di Berardino, responsabile nazionale Cna Produzione, rende necessario portare queste tecnologie dentro le scelte industriali e valutarne l’utilità per ogni singola attività.

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Di Berardino ha inoltre rilevato che l’elettrificazione del calore modifica l’organizzazione dei processi produttivi, non soltanto il modo in cui viene consumata l’energia. Per questo, a suo avviso, formazione e assistenza devono aiutare le imprese a selezionare gli interventi più adatti alle esigenze concrete.


L’indagine presentata a Bologna

I dati sono emersi da una ricerca Cna illustrata il 3 novembre a Bologna, durante l’incontro “Elettrificare per competere”. L’analisi è stata costruita attraverso questionari compilati dalle aziende partecipanti alle iniziative rivolte al comparto manifatturiero.

Il lavoro fa parte di un progetto nazionale che coinvolge anche gli impiantisti con attività informative, percorsi formativi e corsi pratici gratuiti. Tra gli appuntamenti citati figurano Cna Network, BeOpen a Brescia e Mecspe a Bologna.


Il caso di Eurofusione Nironi

Un esempio di percorso già avviato è quello di Eurofusione Nironi Srl, impresa familiare di Reggio Emilia attiva nella fonderia di leghe di alluminio pressofuse. Stefano Nironi, amministratore delegato dell’azienda, ha spiegato che la riduzione dei margini e la maggiore concorrenza internazionale seguite alla crisi del 2008-2009 hanno spinto la società a intervenire sugli impianti.

La prima soluzione, sviluppata insieme al costruttore, ha abbassato del 70% i consumi energetici e incrementato del 25% la produttività del primo impianto. Negli anni successivi le vecchie presse oleodinamiche sono state sostituite con modelli elettrificati; l’azienda afferma di essere diventata, nel proprio segmento, la prima fonderia italiana con tutte le presse elettrificate.

Nironi ha attribuito un ruolo rilevante anche al supporto ricevuto da Cna per individuare le opportunità di finanziamento. Paolo Cavini, presidente di Cna Emilia-Romagna, ha invece rilevato che per una micro o piccola impresa la decisione deve tenere conto di esborsi iniziali, tempi di recupero e vincoli tecnici: la transizione energetica, ha sostenuto, può rafforzare la competitività solo se accessibile anche alle aziende di dimensioni minori.

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