Archimede, dalla Sicilia tecnologia satellitare per imprese e territori
La startup di Siracusa ha raccolto 1,5 milioni e sviluppa strumenti per collegare impianti anche senza rete
Archimede, startup fondata a Siracusa nel 2024, ha chiuso nel 2026 un round seed da 1,5 milioni di euro. La raccolta ha superato l’obiettivo iniziale e sostiene lo sviluppo di strumenti per aziende, cittadini e territori privi di collegamenti affidabili.
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Il kit per le aree isolate
Il prodotto sviluppato dall’azienda si chiama ArchMesh e riunisce collegamento satellitare e terrestre, gestione dei consumi energetici e programmi configurabili senza dover scrivere codice. Il sistema consente di connettere sensori, macchinari e infrastrutture anche in luoghi senza rete elettrica o copertura cellulare.
Gli apparati possono essere controllati a distanza e, quando previsto, attivati senza la presenza di un operatore sul posto. Secondo Riccardo Puglisi, cofondatore e amministratore delegato di Archimede, l’obiettivo è lasciare nascosta la complessità tecnica dietro strumenti semplici da installare e utilizzare.
Le applicazioni riguardano diversi settori. Con Irritec la società lavora sull’agricoltura connessa, dalla regolazione dell’irrigazione al controllo di impianti distribuiti. Per Eni, indicata come azienda capofila del progetto, Archimede sviluppa invece soluzioni destinate alla sorveglianza di strutture industriali lontane.
Dalla gara solare alla startup
L’idea è maturata nel 2023, quando il gruppo partecipò alla Bridgestone World Solar Challenge in Australia. Durante la competizione percorse 3mila chilometri nel deserto con un’auto costruita internamente e alimentata soltanto dall’energia solare.
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Per trasmettere a distanza i dati della vettura era però necessario utilizzare un dispositivo mobile Starlink di grandi dimensioni. Da qui è nata la riflessione che ha portato alla società: «Perché la telemetria satellitare non può essere piccola, autonoma, sostenibile e semplice da usare?», ha raccontato Puglisi.
Archimede sta inoltre studiando, attraverso il progetto E-Mobility SpaceLink guidato dall’Agenzia Spaziale Europea, stazioni di ricarica intelligenti utilizzabili anche senza collegamento alla rete. La riduzione degli spostamenti tecnici, degli sprechi e dei tempi d’intervento è tra i benefici indicati dall’azienda, soprattutto per le zone siciliane più distanti dalle infrastrutture.
Restare e competere dalla Sicilia
Per Puglisi, avviare un’impresa tecnologica sull’isola comporta problemi logistici, risorse limitate e difficoltà nel trovare personale specializzato. La necessità di rispondere a problemi concreti, tuttavia, può diventare il punto di partenza per prodotti destinati a mercati più ampi.
Il percorso con ESA BIC, i partner industriali e gli investitori ha contribuito a rafforzare la fiducia nel progetto. «Il punto non è dimostrare che dalla Sicilia si può partire, ma che in Sicilia si può restare, creare valore e competere nel mondo», ha detto il cofondatore.
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