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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Per Lollobrigida il cibo entra nella guerra ibrida

Il ministro difende gli agricoltori e cita 400 mila aziende chiuse tra il 2010 e il 2020

Francesco Lollobrigida ha definito il cibo una possibile arma impropria nella guerra ibrida, intervenendo al Senato sul disegno di legge ColtivaItalia.

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Le aziende agricole chiuse

Secondo il ministro, negli ultimi trent’anni il sistema agricolo europeo e italiano ha perso quasi una realtà produttiva su due. Nel solo periodo compreso tra il 2010 e il 2020, ha aggiunto, le aziende cessate sono state oltre 400 mila.

Dal 2020 a oggi, invece, il numero delle chiusure sarebbe sceso a circa 3.000. Lollobrigida ha usato questi dati per sostenere che, rispetto alla situazione ereditata, il provvedimento rappresenta un progresso per l’agricoltura.

Ha inoltre riferito che alcuni esponenti dell’opposizione hanno già prospettato l’astensione. Il ministro ha precisato che non è ancora il momento delle dichiarazioni di voto e che non può quindi escludere nuovi voti contrari, come accaduto alla Camera.


La difesa degli agricoltori

Nel suo intervento, Lollobrigida ha respinto l’idea che le contestazioni degli ultimi anni possano essere attribuite indistintamente al mondo agricolo. «Gli agricoltori italiani sono persone oneste», ha affermato, distinguendo la maggioranza dei lavoratori da singoli esponenti criminali presenti in alcune manifestazioni.

Il ministro ha sostenuto che proprio gli agricoltori sarebbero stati danneggiati dai tentativi di strumentalizzazione. Ha quindi spiegato che la denuncia riguarda le singole persone coinvolte e non l’intera categoria, citando il caso di un esponente della ’ndrangheta o di un pluricondannato alla guida di una protesta.

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Il cibo e la sicurezza nazionale

Lollobrigida ha collegato la necessità di rafforzare la produzione interna alle crisi che possono interrompere approvvigionamenti e abitudini quotidiane. Una pandemia, un conflitto o la chiusura di uno stretto, ha osservato, possono mettere sotto pressione il sistema alimentare di un Paese.

Da qui nasce, secondo il ministro, l’idea di affiancare alle misure d’emergenza e agli interventi sulle crisi di mercato una politica di lungo periodo. ColtivaItalia è stato presentato in questa prospettiva, come intervento strutturale a sostegno della capacità produttiva nazionale.


La sovranità alimentare

Nel discorso al Senato, il ministro ha anche chiarito il significato attribuito alla sovranità alimentare. Il concetto, inizialmente accostato da alcuni all’autarchia, viene invece ricondotto alla possibilità per i popoli di scegliere cosa produrre e consumare.

Lollobrigida ha ricordato con stima e nostalgia Carlin Petrini, spiegando che proprio Petrini aveva contribuito a chiarire questa impostazione. Il disegno di legge ColtivaItalia è ora all’esame del Senato.

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