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Economia 1 min di lettura23 ore fa

Electrolux, quasi 1.600 posti a rischio: i lavoratori sfidano il ministero

Fim, Fiom e Uilm proclamano otto ore di sciopero e un presidio a Roma contro il ridimensionamento degli stabilimenti e il trasferimento della produzione in Polonia.

Sono quasi 1.600 gli esuberi confermati da Electrolux, mentre la produzione dello stabilimento di Cerreto d’Esi risulta ormai trasferita di fatto in Polonia. Di fronte a questo scenario, i sindacati preparano una nuova mobilitazione nazionale.


La protesta arriva al ministero

Fim, Fiom e Uilm hanno indetto otto ore di sciopero da svolgere entro il 5 ottobre. Nella stessa giornata, i lavoratori Electrolux saranno presenti davanti al Mimit per manifestare la loro contrarietà alle scelte dell’azienda.

Il presidio coinciderà con l’ennesimo confronto tra la multinazionale e le organizzazioni sindacali. Le rappresentanze dei lavoratori intendono utilizzare l’incontro per contestare l’operato del gruppo e rafforzare la pressione sul tavolo istituzionale.

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Stabilimenti e occupazione nel mirino

La richiesta di Fim, Fiom e Uilm riguarda la salvaguardia degli stabilimenti, dei volumi produttivi, dei posti di lavoro e delle condizioni occupazionali. Il trasferimento delle attività da Cerreto d’Esi alla Polonia viene indicato dai sindacati come un fatto già sostanzialmente compiuto.

La vertenza resta quindi concentrata sul futuro industriale di Electrolux e sulle conseguenze per i dipendenti. Al ministero, le organizzazioni sindacali proveranno a riportare al centro del confronto la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva.

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