È morto Cesare Vaciago, manager del Comune di Torino
Aveva 80 anni e ha guidato la macchina comunale durante la preparazione delle Olimpiadi invernali del 2006
Cesare Vaciago è morto a 80 anni per un arresto cardiaco nella sua abitazione nel Monferrato. Manager e dirigente pubblico, ha attraversato decenni della storia industriale e amministrativa italiana, fino a diventare una figura centrale per Torino.
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Il ruolo nella crescita di Torino
Dal 1998 al 2012 Vaciago ha ricoperto l’incarico di direttore generale del Comune di Torino. Il sindaco Valentino Castellani lo ha scelto per riorganizzare l’amministrazione, mentre Sergio Chiamparino lo ha poi confermato alla guida della macchina comunale.
Il suo lavoro ha accompagnato la trasformazione della città e la preparazione dei Giochi olimpici invernali. Ha introdotto strumenti mutuati dalle grandi aziende, tra cui il Co.Dir, il comitato che riuniva ogni settimana i direttori per verificare l’avanzamento delle attività, e un sistema di valutazione collegato agli stipendi dei dirigenti.
Vaciago descriveva così la funzione del direttore generale: «Tradurre le visioni della politica in progetti cantierabili e scadenze ferree». Nel marzo 2005 ha assunto anche la direzione generale del Toroc, dopo una crisi ai vertici del comitato organizzatore, mantenendo contemporaneamente l’incarico a Palazzo Civico.
Dalle Ferrovie alle Poste
La sua carriera è iniziata all’Olivetti nel 1970, nel settore della formazione. Dopo le esperienze al Censis e all’Isfol, di cui è diventato direttore generale nel 1978, è passato alla grande industria con Montedison e Standa.
Nel 1989 è entrato nelle Ferrovie dello Stato e nel 1993 ha assunto la direzione generale della holding. In quegli anni ha seguito ristrutturazioni, negoziati sindacali e prepensionamenti. Lorenzo Necci e Mario Schimberni sono stati tra i suoi principali riferimenti professionali.
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Vaciago ha poi guidato Atac e l’amministrazione straordinaria di Cotral durante la stagione amministrativa di Francesco Rutelli a Roma. Nel 1997 è arrivato alle Poste, contribuendo alla trasformazione dell’azienda in società per azioni.
Gli ultimi incarichi e i processi
Dopo l’esperienza torinese, Vaciago ha diretto il Padiglione Italia all’Expo di Milano 2015. Ha inoltre continuato a occuparsi di formazione, insegnando nel master dell’Università di Milano-Bicocca.
La sua attività al Comune è stata accompagnata da alcune vicende giudiziarie. Nel 2015 è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio legata alla selezione dei dirigenti comunali; con un’assoluzione si è concluso anche il procedimento sulla gestione delle concessioni dei Murazzi.
Alla città di Torino era rimasto profondamente legato. «Ironica e bellissima, Torino è un capolavoro», ripeteva parlando del capoluogo piemontese. Vaciago aveva raccontato il proprio percorso nel libro autobiografico «Diario di un riformista» e aveva coltivato anche la passione per la Juventus, commentando partite e prestazioni sul blog Juventinismi.
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