Due nuovi binari tra Roma e Firenze. Ecco i costi e le incognite tecniche
L’Autorità dei trasporti segnala che la linea veloce è ormai piena lungo tutto il tracciato e riapre il dossier sugli interventi, dai piani più ambiziosi alle soluzioni più contenute.
La linea ad alta velocità tra Roma e Firenze, lunga 254 chilometri, non ha più margini operativi: secondo l’Art, il problema non si concentra soltanto in una porzione della Direttissima ma coinvolge ormai tutto il collegamento. A lanciare l’allarme è Nicola Zaccheo, presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
La saturazione non riguarda più un solo tratto
Nel 2019 il sovraccarico era stato individuato soltanto sulla tratta Tiburtina-Orte Sud. Da allora, però, la pressione del traffico ferroviario è cresciuta fino a trasformare in una questione generale quella che prima appariva come una criticità localizzata.
Sul tavolo interventi di peso diverso
Per far fronte alla situazione si torna a parlare di due nuovi binari, una soluzione che implicherebbe un potenziamento strutturale della Direttissima. L’ipotesi, però, si scontra con costi elevati e con diversi nodi tecnici ancora da chiarire.
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Nel dibattito entrano così sia progetti di grande scala sia interventi più circoscritti, pensati per alleggerire una rete che, oggi, è stata indicata come arrivata al limite. Il dossier resta aperto proprio perché la scelta tra le varie opzioni non è semplice né immediata.
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