Dollaro in vetta, Asia in rally: cosa frena l’Europa
Tokyo guadagna il 2,4% dopo i segnali di raffreddamento del lavoro statunitense, mentre debito pubblico e valuta europea frenano le prospettive occidentali.
Il quadro sui mercati resta diviso: le Borse asiatiche hanno accolto con favore i segnali di rallentamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti, ma l’indebolimento dell’euro e i timori legati ai conti pubblici hanno raffreddato le aspettative per l’apertura europea e americana. I contratti sulle principali piazze del Vecchio Continente sono infatti incerti, mentre quelli di Wall Street si muovono in territorio negativo.
Il dollaro mette sotto pressione l’euro
La valuta statunitense è salita ai livelli più elevati degli ultimi 17 mesi nei confronti dell’euro, scambiato poco sopra quota 1,11 dollari. Il biglietto verde vale inoltre 157,7 yen e 1,32 sterline, in un contesto condizionato dalle preoccupazioni sul debito pubblico.
Tra le piazze asiatiche, Tokyo ha chiuso con un progresso del 2,4% e Taiwan ha guadagnato il 2,55%. Hong Kong è rimasta quasi invariata, a -0,02%, mentre Mumbai ha segnato +0,34% e Singapore +0,31%; Shanghai e Seul non hanno aperto per una giornata festiva.
Tokyo spinta dai semiconduttori
A guidare gli acquisti sulla Borsa giapponese sono stati soprattutto i produttori di semiconduttori. Renesas è balzata del 7,64%, Disco del 6,1% e Tokyo Electron del 5,2%.
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Positiva anche l’elettronica, con Tdk in rialzo del 7,04%, Kyocera del 5,43% e Fujifilm del 2,5%. Nel comparto automobilistico Toyota ha guadagnato l’1,3% e Mitsubishi l’1,87%; tra le banche, Nomura è salita dell’1,33% e Mitsubishi Ufj del 2%.
Materie prime e dati in arrivo
Sul mercato delle materie prime il petrolio è sceso: il Wti ha perso l’1,33%, a 89,9 dollari al barile, mentre il Brent ha ceduto lo 0,9%, a 101,33 dollari. In controtendenza il gas, aumentato dell’1,34% a 75,78 euro per megawattora, mentre l’oro è arretrato dello 0,79%, a 4.150,3 dollari l’oncia.
Dal Giappone è arrivato anche l’indice manifatturiero dei responsabili degli acquisti, fermo a 52,5 punti e quindi al di sotto delle previsioni. Nel corso della giornata sono attesi gli analoghi dati di Spagna, Italia, Francia, Germania, Regno Unito ed Eurozona; dagli Stati Uniti arriveranno invece l’indice dei responsabili degli acquisti e gli indicatori Ism.
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