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Economia 3 min di lettura59 min fa

Difesa europea, l’allarme di Macrì: «Da soli non basta»

Il presidente di Leonardo invoca una strategia condivisa per sicurezza, spazio e tecnologie avanzate, indicando nell’innovazione la chiave dell’autonomia europea.

Il nucleare e il prossimo intervento sulle bollette sono stati tra i temi affrontati a Napoli da Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il ministro ha spiegato che il governo sta preparando i decreti necessari ad applicare la legge delega sul nucleare e, dopo l’intesa politica con la Commissione europea, ha preannunciato un nuovo decreto dedicato ai costi dell’energia.

Le dichiarazioni sono arrivate durante City Talks, appuntamento ideato da Spin Factor, che nel corso di due giornate ha riunito esponenti delle istituzioni, dell’economia e dello sport. Tra i partecipanti figuravano Vinicio Vigilante di Gse, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, Piero De Luca del Pd, Marco Mezzaroma di Sport e Salute e Antonio Savarese di Acen.

Nel confronto è intervenuto anche Francesco Macrì, presidente di Leonardo, indicando nella struttura produttiva italiana una risorsa da valorizzare. L’azienda è attiva in 15 regioni e si appoggia a 4.500 fornitori, l’84% dei quali è composto da piccole e medie imprese. Per Macrì, la presenza di competenze distribuite sul territorio costituisce un punto di forza, non una debolezza.

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La sicurezza non può restare frammentata

Secondo Macrì, la protezione dell’Europa deve essere organizzata su scala continentale. «Il progetto di difesa non può che essere europeo», ha affermato durante l’incontro, sottolineando che anche Leonardo non avrebbe la forza di affrontare da sola tutte le sfide del settore.

Il presidente ha distinto tra componente militare e dimensione civile della difesa, ritenendo quest’ultima prevalente nella vita quotidiana. Il quadro comprende anche le minacce informatiche: l’Italia, ha ricordato, subisce più di 500 attacchi cibernetici ogni anno, mentre a livello globale se ne contano 5mila.

La frammentazione dei sistemi adottati dai Paesi europei della Nato, con numerose piattaforme e soluzioni difensive spesso sovrapposte, rende necessario un coordinamento maggiore. L’obiettivo indicato da Macrì è creare economie di scala e ridurre la dispersione delle risorse attraverso programmi industriali condivisi.


Dalla manifattura all’autonomia tecnologica

Leonardo ha già avviato collaborazioni in questa direzione. Con Rheinmetall lavora sul comparto terrestre; insieme a Thales e Airbus guarda alle applicazioni spaziali, mentre con Regno Unito e Giappone partecipa allo sviluppo del Gcap, il progetto per un caccia di sesta generazione.

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I confini tra impieghi civili e militari, così come quelli tra dimensione fisica e digitale, sono sempre meno netti. Da qui nasce, secondo il presidente, la necessità per l’Italia di costruire con l’Europa una propria autonomia strategica e tecnologica.

Macrì ha definito questa fase un possibile “Rinascimento industriale”, sostenuto dalla ricerca nei campi della sicurezza, dello spazio, dell’intelligenza artificiale e della robotica. Ha inoltre stimato che l’economia dello spazio potrebbe generare 1.800 miliardi di dollari di valore nel 2035.


Intelligenza artificiale, sfida decisiva

Nel ragionamento del presidente di Leonardo, l’intelligenza artificiale occupa un posto centrale. Macrì l’ha accostata, per portata storica, alle grandi trasformazioni provocate dal motore a scoppio, dall’elettricità e da internet.

«Dobbiamo cavalcare l’intelligenza artificiale, poiché altrimenti rischiamo di diventare sudditi tecnologici», ha detto, indicando nella capacità di sviluppare e controllare queste tecnologie una condizione essenziale per non dipendere da altri Paesi.

Dopo la contrazione dell’industria automobilistica, Leonardo viene indicata come la principale realtà manifatturiera italiana. La sua rete territoriale, fatta di distretti e filiere specializzate, viene considerata da Macrì un vantaggio competitivo grazie all’elevato livello delle competenze presenti nel sistema produttivo nazionale.

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