Energia, l’allarme di Tabarelli: oggi è emergenza, domani cambia tutto
Il presidente di Nomisma Energia invita a concentrarsi su carburanti, raffinerie e scorte di gas, ma vede un futuro abbondante dopo la fine del conflitto
Carburanti introvabili, raffinerie sotto pressione e riserve di gas ridotte: per Davide Tabarelli l’urgenza non riguarda scenari lontani, ma i problemi che famiglie e imprese stanno affrontando già adesso. Il presidente di Nomisma Energia ne ha parlato a Napoli, durante la giornata conclusiva della seconda edizione del forum “Cambio di Paradigma” promosso da “Il Mattino”.
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L’emergenza energetica è già presente
Secondo Tabarelli, il dibattito pubblico rischia di allontanarsi dalle difficoltà concrete. La priorità, ha spiegato, è verificare cosa accade nell’immediato: la disponibilità di benzina e gasolio, il funzionamento delle raffinerie e l’impatto della crisi nello stretto di Hormuz.
L’esperto ha inoltre ricordato che si tratta del quinto inverno consecutivo caratterizzato da criticità nelle scorte di gas. A suo giudizio, la dipendenza dal petrolio resta difficile da modificare rapidamente e il conflitto ha reso ancora più evidenti le fragilità del sistema energetico.
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Dopo la guerra una prospettiva diversa
Accanto all’invito a ridurre i consumi, Tabarelli ha indicato anche un possibile sviluppo positivo legato alla conclusione della guerra. “Finita questa guerra avremo enormi quantità di energia e saremo molto tranquilli per i prossimi secoli”, ha affermato, delineando uno scenario di abbondanza dopo l’attuale fase di tensione.
Il messaggio, però, non cancella la necessità di affrontare le difficoltà presenti. L’analista ha chiesto di abbandonare le visioni astratte e di tornare ai problemi quotidiani: “Dobbiamo ritornare alla realtà e parlare di cose concrete che sono poi i problemi della gente”. Per Tabarelli, dunque, la strategia passa sia dal contenimento dei consumi sia da una lettura più pragmatica delle emergenze in corso.
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