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Economia 1 min di lettura3 ore fa

Pil, l’Italia resta indietro di 20 punti: il Pnrr non basta

Gli investimenti da decine di miliardi non hanno cambiato il ritmo dell’economia italiana, ancora ferma a una crescita minima rispetto all’Eurozona.

La crescita italiana continua a muoversi su ritmi ridotti, nonostante le risorse mobilitate negli ultimi anni e il programma di riforme avviato con il Pnrr. Il confronto con l’Eurozona restituisce un divario ormai rilevante: dal 1996 a oggi il Pil nazionale ha accumulato 20 punti di ritardo.

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La distanza dall’Eurozona si allarga

Per misurare l’evoluzione delle due economie si può assumere il 1996 come base, attribuendo a Italia ed Eurozona un valore pari a 100. Da allora, la traiettoria italiana è rimasta più debole e il distacco ha raggiunto oggi quota 20 punti.

Il dato segnala una difficoltà che non coincide soltanto con una fase temporanea. Anche quando sono stati messi in campo investimenti per decine di miliardi, l’espansione è rimasta confinata allo “zerovirgola”, con un andamento paragonato a quello di un prefisso telefonico.

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Pnrr e riforme non hanno cambiato ritmo

Le risorse del Pnrr e gli interventi di riforma avrebbero dovuto sostenere la capacità di crescita del Paese. Tuttavia, sulla base del confronto con l’Eurozona, questi strumenti non sono bastati finora a colmare la distanza accumulata.

Il ritorno ricorrente a tassi di sviluppo minimi riapre quindi una questione centrale: il divario di 20 punti rispetto al 1996 deve essere considerato un motivo di preoccupazione. Il problema non riguarda soltanto il risultato di un singolo periodo, ma la persistente difficoltà dell’Italia nel trasformare investimenti e riforme in una crescita più solida.

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