Debito Usa, il sorpasso che allarma il Fmi: interessi come la spesa sociale
Il Fondo monetario internazionale chiede ai Paesi del G7 piani credibili per ridurre i disavanzi e contenere il peso crescente del debito pubblico.
Negli Stati Uniti il costo del debito potrebbe arrivare, entro il 2031, a un livello vicino a quello destinato alla spesa sociale. È uno dei dati più significativi contenuti nell’ultimo Fiscal Monitor del Fondo monetario internazionale, secondo cui la spesa per gli interessi salirebbe dal 2,8% del Pil registrato prima della pandemia al 5,7%.
Il conto degli interessi si fa più pesante
La previsione riguarda un singolo Paese e rappresenta un’eccezione nel rapporto, che concentra l’attenzione soprattutto sulla situazione complessiva delle economie avanzate. Per gli Stati Uniti, tuttavia, l’aumento stimato porta il peso degli interessi a una dimensione «grosso modo uguale alla spesa sociale».
Il Fmi segnala che questo esborso sta diventando sempre più difficile da sostenere per i bilanci pubblici. L’incremento dei costi di finanziamento riduce infatti lo spazio disponibile per altre decisioni di politica economica e, come osserva il documento, «restringe le opzioni» dei governi.
Il richiamo del Fmi al G7
L’avvertimento è rivolto alle principali economie del G7, chiamate a intervenire con urgenza per invertire la traiettoria dei conti pubblici. Il monito è contenuto nel Fiscal Monitor diffuso dal Fondo monetario internazionale in occasione degli incontri annuali organizzati a Bangkok.
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Secondo l’istituzione, i Paesi avanzati con livelli elevati di debito devono adottare interventi concreti, inseriti in programmi di medio periodo solidi e basati su previsioni realistiche. L’obiettivo indicato è riportare il debito su un percorso sostenibile, frenare la crescita degli interessi e ridurre il rischio che le difficoltà di un’economia si trasmettano al resto del mondo.
Piani credibili per i bilanci
Il rapporto non indica una singola misura, ma richiama la necessità di una strategia finanziaria coerente e duratura. La correzione dei disavanzi dovrebbe quindi essere sostenuta da impegni verificabili, capaci di dare maggiore credibilità all’azione dei governi nel medio termine.
Per il Fmi, il problema non riguarda soltanto l’ammontare del debito accumulato. A pesare è anche la quota crescente di risorse assorbita dagli interessi, che limita la capacità dei Paesi di affrontare nuove esigenze di spesa e aumenta le possibili ripercussioni internazionali.
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