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Economia 2 min di lettura46 min fa

Prezzi, il divario è enorme: casa e bollette oltre il raddoppio

Dal 2000 al 2025 l’inflazione complessiva ha raggiunto il 63%, ma alcune voci sono aumentate molto più della media mentre informazione e comunicazione hanno perso quasi il 60%.

In un quarto di secolo il costo della vita è salito in modo significativo, ma l’aumento non ha coinvolto tutti i settori allo stesso modo. Tra il 2000 e il 2025, infatti, l’indice generale dei prezzi al consumo è cresciuto del 63%, con differenze molto ampie tra le diverse categorie di spesa.


Casa e servizi sopra il 100%

L’incremento più marcato ha riguardato l’aggregato che comprende abitazioni e utenze, spinto soprattutto dalle voci legate all’elettricità e ai combustibili. In questo comparto la variazione dei prezzi ha superato il 100%, portando i costi oltre il doppio rispetto al livello del 2000.

Una crescita superiore alla soglia del 100% è stata registrata anche per alcolici e tabacchi. Lo stesso andamento ha interessato i servizi finanziari e assicurativi, a conferma di quanto la media nazionale nasconda dinamiche molto diverse tra una voce e l’altra.


Tecnologia in controtendenza

Non tutti i beni e i servizi hanno seguito la stessa direzione. Il costo dell’insieme di informazione e comunicazione è diminuito di quasi il 60% nel periodo considerato, segnando la variazione più distante dall’andamento generale dei prezzi.

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Per i beni industriali non energetici, invece, l’aumento è stato di poco superiore al 25%. Si tratta di una crescita nettamente più contenuta rispetto al dato complessivo, così come sono rimasti sotto il 30% gli incrementi rilevati nei servizi di istruzione e sanità.


La fotografia dell’Istat

I dati sono contenuti nel rapporto dell’Istat «Storie di dati sui prezzi al consumo», che ricostruisce l’evoluzione dei prezzi nell’arco compreso tra il 2000 e il 2025. Il valore del 63% rappresenta quindi una sintesi di aumenti molto elevati, rincari moderati e forti riduzioni.

La lettura per categorie mostra dunque un quadro disomogeneo: le spese per la casa, alcune voci personali e i servizi finanziari hanno registrato le accelerazioni più forti, mentre istruzione, sanità e soprattutto informazione e comunicazione hanno avuto aumenti più limitati o, in quest’ultimo caso, una marcata diminuzione.

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