Cybersecurity, nell’area Assolombarda 300 incidenti in sei mesi
Nel primo semestre 2026 registrati 300 incidenti con impatto confermato tra Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia.
Sono stati 300 gli incidenti informatici con conseguenze accertate nell’area di Assolombarda durante i primi sei mesi del 2026. Nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 55, con una crescita che ha portato il fenomeno a superare il raddoppio.
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L’allarme per le imprese
I dati riguardano le province di Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia. Considerando l’insieme delle segnalazioni, nel semestre si è arrivati a circa 600 eventi, equivalenti a più di tre episodi al giorno, festività comprese.
A incidere sull’aumento sono sia la maggiore attività criminale sia l’ampliamento della platea monitorata dall’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN). L’applicazione della direttiva NIS 2 ha infatti esteso gli obblighi di notifica a nuovi soggetti, rendendo più numerosi gli episodi rilevati.
Andrea Quacivi, direttore generale dell’ACN, ha ricordato che la gestione della sicurezza non può essere affidata soltanto agli specialisti informatici. «Il rischio cyber è un rischio d’impresa e la responsabilità della sua gestione non può essere delegata», ha detto durante l’incontro.
Dati e filiere sotto pressione
Tra gli effetti più ricorrenti figurano l’accesso illecito agli account e i problemi di disponibilità delle informazioni. Le due categorie, sommate, rappresentano circa due terzi degli incidenti ai quali è stato attribuito un impatto concreto.
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Secondo Quacivi, la sicurezza deve essere preparata prima che si verifichi un attacco, attraverso il coordinamento tra aziende, istituzioni e ricerca. La direttiva NIS 2 e il Cyber Resilience Act intervengono rispettivamente sulla protezione delle organizzazioni e su quella dei prodotti digitali, con la filiera come punto di collegamento.
Il ruolo delle piccole imprese
Assolombarda ha dedicato al tema il suo appuntamento annuale sulla sicurezza informatica, organizzato per il dodicesimo anno consecutivo. L’obiettivo è fornire alle aziende, soprattutto alle piccole e medie imprese, strumenti per riconoscere e ridurre i rischi.
Il presidente Alvise Biffi ha spiegato che la cybersecurity è passata da questione prevalentemente tecnica a materia per i consigli di amministrazione. «La sicurezza informatica è una condizione essenziale per fare impresa e tutelare l’asset più prezioso nell’era della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale: i dati», ha affermato.
L’associazione ha già affiancato oltre 450 imprese del territorio. Il sostegno alle realtà più piccole è considerato prioritario perché costituiscono una parte rilevante delle filiere e, allo stesso tempo, uno dei segmenti maggiormente esposti agli attacchi.
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