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Economia 1 min di lettura21 min fa

Crisi internazionali, il conto per le famiglie arriva a 2.400 euro

Confesercenti stima perdite per 52 miliardi di Pil reale e 34 miliardi di consumi, tra energia più cara, inflazione e spese quotidiane in aumento.

L’instabilità globale ha lasciato un impatto concreto sui bilanci italiani. Nel giro di quattro anni, tra rincari energetici, inflazione e contrazione dei consumi, il costo medio per famiglia è arrivato a circa 2.400 euro.

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Un conto da 52 miliardi

Le stime presentate da Confesercenti attribuiscono alle tensioni internazionali una riduzione di quasi 52 miliardi di euro di Pil reale. La frenata ha coinvolto anche la spesa delle famiglie, con consumi diminuiti complessivamente di 34 miliardi.

Il quadro si riflette sull’economia quotidiana: i risparmi si sono ridotti, mentre diverse attività commerciali hanno dovuto fare i conti con una domanda più debole e costi di gestione più elevati. L’effetto complessivo, secondo i dati diffusi, equivale a una perdita di circa 2.400 euro per nucleo familiare.

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Energia e spese quotidiane

Tra i principali fattori indicati c’è l’aumento del prezzo dell’energia, che ha inciso sia sulle famiglie sia sulle imprese. Da gennaio a settembre, il costo dell’elettricità è salito del 57%, alimentando la pressione sulle bollette e sui costi di produzione.

A questo si sono aggiunti l’aumento generalizzato dei prezzi e il peso maggiore delle spese ordinarie. Il caro-energia e l’inflazione hanno così ridotto il potere d’acquisto, rendendo più difficile mantenere invariati consumi e risparmi.

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