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Economia 2 min di lettura14 ott

Isole, biglietti più cari: l’Ets pesa oltre metà del prezzo

Confcommercio chiede di rivedere il sistema delle emissioni per contenere i costi dei traghetti e sostenere la transizione delle imprese

Confcommercio sollecita regole più chiare sull’impiego dei ricavi generati dall’Ets e un accesso più semplice ai fondi destinati alla decarbonizzazione. La richiesta riguarda soprattutto le micro, piccole e medie imprese, per le quali servirebbero progetti condivisi, meno burocrazia e tempi ridotti nell’ottenimento delle risorse.

L’organizzazione propone inoltre che una parte dei finanziamenti della nuova Banca Europea per la decarbonizzazione industriale venga riservata alle realtà di minori dimensioni. Secondo il vicepresidente Pasquale Russo, gli introiti del sistema devono essere distribuiti con criteri proporzionati e trasparenti tra i comparti chiamati a sostenere gli investimenti ambientali.

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L’Ets aggrava i costi insulari

Nel trasporto marittimo verso le isole, la somma tra spesa per il combustibile e oneri legati all’Ets è arrivata a superare il 50% del valore dei biglietti. L’aumento dei prezzi dell’energia rende così più difficile mantenere i collegamenti e, allo stesso tempo, finanziare il rinnovo delle flotte in chiave ecologica.

Russo ha definito questa combinazione di costi una “missione impossibile”, soprattutto per gli operatori che devono programmare interventi di decarbonizzazione in un contesto già appesantito dalla crisi energetica. Il tema è stato portato all’attenzione della Commissione per le Politiche Europee della Camera dei Deputati, impegnata nell’esame delle modifiche al sistema europeo di scambio delle emissioni.


Sicilia e Sardegna sotto pressione

Per Confcommercio, la disciplina dovrebbe escludere in modo stabile dal pagamento dell’Ets i collegamenti marittimi con tutte le isole, senza distinguere tra territori maggiori e minori. Sicilia e Sardegna, in particolare, risentirebbero di extracosti capaci di indebolirne la competitività.

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La richiesta viene collegata al principio costituzionale che impone alla Repubblica di ridurre gli svantaggi provocati dall’insularità. In quest’ottica, l’associazione considera prioritario intervenire sulle rotte marittime, così da evitare che gli oneri ambientali si trasformino in un ulteriore ostacolo economico per i territori insulari.


Il nodo dei porti mediterranei

Un intervento specifico viene sollecitato anche per i porti europei di transhipment, tra cui Gioia Tauro. L’obiettivo è limitare lo svantaggio competitivo rispetto agli scali situati fuori dall’Unione Europea, inclusi quelli presenti sull’altra sponda del Mediterraneo.

La revisione dell’Ets dovrebbe quindi tenere insieme due esigenze: accelerare la riduzione delle emissioni e impedire che gli obblighi ambientali spostino traffici e attività verso porti esterni al perimetro europeo. Per Confcommercio, il sostegno finanziario alla transizione deve accompagnare le imprese e i territori più esposti agli effetti del nuovo sistema.

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