3.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Credito IG sotto la lente: ecco dove Candriam vede valore

Candriam mantiene una view costruttiva sul comparto, ma restringe il campo ai segmenti con profilo più solido e ai temi da valutare caso per caso.

Il sollievo offerto dai riacquisti del Tesoro americano non basta, da solo, a rassicurare sui conti pubblici: con rendimenti lunghi ancora elevati e disavanzi già pesanti, l’effetto resta limitato nel tempo. È questa la lettura di Charudatta Shende, Head of Client Portfolio Management Fixed Income di Candriam, che collega il tema del debito statunitense a una più ampia prudenza sui mercati.


Dove Candriam cerca rendimento

La casa d’investimento continua a guardare con favore al credito investment grade, ma senza abbassare la soglia di selezione. Shende indica come preferiti i bond con rating BB, la parte crossover e i subordinati emessi da soggetti investment grade.

Al contrario, il giudizio è più cauto sui debitori con valutazione CCC e sui nomi B più fragili, soprattutto quando dipendono in modo eccessivo da rifinanziamenti favorevoli. Tra i comparti ritenuti più interessanti ci sono sanità, telecomunicazioni e alcune utility, con una distinzione netta fra infrastrutture regolamentate e progetti molto capital intensive ancora legati a una domanda non dimostrata.


Data center, caso da esaminare singolarmente

Sul fronte dei data center, l’analisi va fatta titolo per titolo. Contano la solidità degli inquilini, il tipo di contratto di locazione, il rischio di costruzione, l’accesso all’energia, le ipotesi di crescita e il valore residuo dell’asset.

In tutti i settori, Shende guarda con attenzione alle società che presentano piani credibili di riduzione dell’indebitamento, ricavi distribuiti su più fonti, marchi forti, cassa libera ben visibile e capacità di scaricare sui clienti l’aumento dei costi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’inflazione resta sostenuta da fattori più ampi

Secondo il manager, il recente shock sul petrolio ha aggiunto un premio al rischio inflazionistico, ma non è il solo elemento a pesare. Debito sovrano elevato, uso costante del finanziamento pubblico, frammentazione degli scambi, spesa per la difesa, adattamento climatico e transizione energetica sono forze destinate a tenere i premi a termine sopra i livelli osservati dopo la crisi finanziaria.

Guardando ai rendimenti in euro, Candriam vede ancora punti di ingresso interessanti: circa 3,7% nel segmento investment grade e 5,5% nell’high yield. In quest’ultimo comparto, inoltre, la qualità media è migliorata e circa il 69% del mercato è composto da titoli BB; a sostenere la domanda arrivano anche i forti flussi verso fondi comuni ed ETF.


L’estate ha retto meglio del previsto

Il quadro che precede queste considerazioni è stato, nel complesso, più resistente di quanto il contesto geopolitico lasciasse temere. Le tensioni nello Stretto di Hormuz, i problemi alla circolazione delle petroliere e le variazioni violente del petrolio hanno messo sotto pressione i mercati dei tassi, ma gli spread creditizi hanno tenuto durante l’estate.

A rendere più solido lo scenario hanno contribuito conti societari ancora robusti, soprattutto nell’investment grade, con utili, liquidità e leva finanziaria in una posizione migliore rispetto alla fragilità fiscale che continua a caratterizzare molti emittenti sovrani. Anche l’economia statunitense ha mostrato abbastanza forza da sorreggere ricavi e margini, mentre i default corporate censiti da Moody’s nella prima metà del 2026 sono risultati inferiori a quelli dell’anno precedente.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere