Conti pubblici, il deficit cambia passo: cosa accadrà dal 2026
Le stime del ministero dell’Economia indicano un disavanzo sotto il 3% nel 2026 e un debito vicino al 139% l’anno successivo
Il quadro dei conti pubblici italiani resta sotto osservazione: nel 2026 il disavanzo dovrebbe rimanere entro il limite del 3%, ma è previsto un nuovo aumento negli anni successivi. Le cifre sono state illustrate da Giancarlo Giorgetti dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il Dpfp.
Secondo il ministro dell’Economia, le proiezioni tengono conto anche dello spazio di spesa aggiuntivo previsto dalle regole europee. Il percorso delineato arriva fino al 2029 e comprende anche l’evoluzione attesa del rapporto tra debito e prodotto interno lordo.
Il disavanzo risale dopo il 2026
Per il prossimo anno la stima resta al di sotto della soglia del 3%. Giorgetti ha spiegato in conferenza stampa che il quadro programmatico considera tuttavia un peggioramento nei due anni seguenti, con il deficit previsto al 3,4% nel 2027 e al 3,3% nel 2028.
La traiettoria dovrebbe poi invertire direzione. Nel 2029, infatti, il disavanzo è stimato al 2,4%, un livello nuovamente inferiore al parametro europeo del 3%.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Debito vicino al 139% nel 2027
Anche il rapporto debito-Pil è destinato a salire inizialmente. La previsione tendenziale indicata dal ministro colloca il debito al 138,1% nel 2026, con un ulteriore incremento fino al 138,6% nel 2027.
Dopo il picco stimato per quell’anno, il rapporto dovrebbe ridursi gradualmente: 137,7% nel 2028 e 136,3% nel 2029. Il profilo è stato presentato insieme alle nuove stime sul deficit durante la conferenza stampa successiva all’approvazione del Dpfp.
Continua a leggere
Scostamento, il governo chiede 28 miliardi: cosa cambia per difesa ed energia
Il Consiglio dei ministri approva il documento finanziario e una richiesta di flessibilità dello 0,6% del Pil annuo per il 2027 e il 2028
Greggio in ritirata: Wti sotto quota 90 dollari a New York
La seduta si chiude con ribassi marcati per entrambi i principali riferimenti del mercato: il contratto americano arretra più del Brent.
Dai social al cinema: le marche investono 853 milioni nelle storie
Nel 2026 il branded entertainment italiano raggiungerà 853 milioni di euro: aziende, piattaforme e nuovi linguaggi trasformano la comunicazione in contenuto da vivere.
Scorte strategiche e prezzi: il G7 prova a disinnescare la crisi del diesel
L’intesa prevede nuove forniture di greggio e gasolio per attenuare l’impennata dei costi, mentre l’Europa resta esposta alle tensioni internazionali