Competenze digitali, il dato che allarma: in campo 25 milioni per le scuole
Polaris+ punta a rafforzare la preparazione scientifica e tecnologica degli studenti attraverso percorsi mirati di formazione e orientamento
In Italia soltanto il 54,3% delle persone tra 16 e 74 anni dispone, nel 2025, di competenze digitali di base. Il dato, diffuso dall’Istat, si inserisce in una difficoltà condivisa in Europa: reperire esperti di tecnologie dell’informazione e della comunicazione e aumentare il numero dei laureati nelle discipline scientifiche e tecnologiche.
La sfida parte dai banchi di scuola
È in questo scenario che si colloca Polaris+, la nuova fase del programma promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale. L’intervento mira a rendere più familiari le materie scientifiche e tecnologiche a studenti e studentesse, aiutandoli a orientarsi con maggiore consapevolezza verso il futuro percorso di studi e il mondo del lavoro.
Le attività saranno rivolte agli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Il sostegno riguarderà iniziative dedicate sia alla formazione sia all’orientamento, con l’obiettivo di rafforzare conoscenze e abilità nei settori Stem e Ict.
Risorse più ampie per meno progetti
Per la seconda edizione sono stati messi a disposizione 25 milioni di euro. Rispetto alla prima esperienza, il programma selezionerà un numero più contenuto di proposte, ma con una dotazione economica maggiore, una platea più ampia di beneficiari e partenariati di dimensioni più significative.
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La scelta punta a concentrare le risorse sui progetti capaci di produrre effetti più rilevanti e di raggiungere un numero consistente di studenti. In questo modo, Polaris+ intende contribuire alla diffusione di competenze utili in un mercato del lavoro sempre più legato alla trasformazione digitale.
Il vantaggio per chi ha già sperimentato
Una corsia preferenziale è prevista per le iniziative sostenute nella precedente edizione di Polaris che, durante la fase sperimentale, hanno dimostrato i risultati migliori. A queste esperienze sarà riconosciuto un incentivo nell’ambito della nuova selezione.
L’operazione rientra nel Piano strategico 2025-2026 definito dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale. L’intento è ampliare e consolidare le misure già avviate, raccogliendo inoltre pratiche efficaci da mettere a disposizione dei decisori pubblici come riferimento per future politiche di formazione e orientamento.
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