Cgil: autonomo con reddito doppio paga quasi metà tasse
Secondo il sindacato, un professionista con reddito doppio verserebbe quasi la metà rispetto a un lavoratore dipendente
La Cgil ha contestato gli effetti combinati del taglio dell’Irpef e della tassa piatta sulle partite Iva. Secondo il sindacato, il sistema rischia di penalizzare i lavoratori dipendenti rispetto ai professionisti autonomi.
GioiaPura
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Il confronto tra i redditi
La denuncia riguarda il diverso carico fiscale applicato a due contribuenti con redditi molto distanti. In base alla simulazione richiamata dalla Cgil, un professionista con uno stipendio doppio rispetto a quello di un dipendente arriverebbe a versare quasi la metà delle imposte.
Il sindacato considera questo risultato una disparità legata alle regole fiscali in vigore e alle modifiche sull’Irpef. L’accusa è che gli interventi finiscano per favorire chi rientra nei regimi riservati alle partite Iva, lasciando i dipendenti senza un beneficio equivalente.
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Le trattative con l’Unione europea
Parallelamente, proseguono i contatti con l’Unione europea per ottenere altre esenzioni. Il confronto riguarda l’ampliamento delle agevolazioni fiscali destinate ai lavoratori autonomi.
La Cgil segue con preoccupazione l’evoluzione delle misure e chiede che le nuove regole non allarghino ulteriormente la distanza tra dipendenti e professionisti. Al centro resta il rapporto tra riduzione dell’Irpef, tassa piatta e livello complessivo delle imposte pagate.
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