Ex Ilva, la Cassazione ordina lo stop dell’area a caldo
La decisione respinge i ricorsi delle amministrazioni straordinarie: resta operativo soltanto un altoforno già in preriscaldo.
La Corte di Cassazione ha stabilito che l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto deve essere fermata. La pronuncia chiude la prospettiva della produzione di acciaio a ciclo integrale alimentata a carbone.
GioiaPura
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Il verdetto della Cassazione
La decisione è stata assunta dalle sezioni unite della Suprema corte, che hanno respinto le impugnazioni presentate dalle amministrazioni straordinarie di Ilva spa, Acciaierie d’Italia e Adi Holding.
Il giudizio conferma quindi l’obbligo di spegnere gli impianti dell’area a caldo. Al centro della pronuncia c’è la tutela della salute, indicata come un diritto che non può essere subordinato alla continuità produttiva.
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L’altoforno ancora acceso
A Taranto rimane un solo altoforno in fase di preriscaldamento. Il suo arresto è previsto nelle prossime ore, dopo il pronunciamento dei giudici.
Con il fermo dell’impianto terminerà la produzione basata sul ciclo integrale a carbone nell’ex stabilimento siderurgico. La sentenza riguarda l’area a caldo e coinvolge le società sottoposte alle amministrazioni straordinarie che avevano presentato ricorso.
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