Cgil, 120 anni dopo la sfida di Landini: «Il lavoro resta
A Milano la confederazione celebra la propria storia e guarda alle nuove generazioni, mentre Sergio Mattarella è atteso alla giornata conclusiva alla Scala.
Sarà la presenza di Sergio Mattarella a segnare la seconda giornata delle celebrazioni milanesi per i 120 anni della Cgil. Il Presidente della Repubblica interverrà al Teatro alla Scala, nel capoluogo dove la confederazione nacque nel 1906.
L’apertura dell’iniziativa è stata affidata a Maurizio Landini, che ha indicato nella memoria delle battaglie sindacali uno strumento per affrontare il futuro. Il segretario generale ha rivendicato la vitalità dell’organizzazione e la volontà di proseguire il proprio impegno.
Landini rilancia la sfida sociale
Nel suo intervento, Landini ha sostenuto che il lavoro e le persone non possono essere cancellati dai cambiamenti del tempo. I dirigenti, ha osservato, si alternano, mentre la Cgil continua a rappresentare una presenza stabile e a battersi per una società fondata sulla giustizia sociale.
«Abbiamo 120 anni, stiamo molto bene e abbiamo voglia di andare avanti con molta forza», ha detto il leader sindacale aprendo i lavori. La realtà attuale, ha aggiunto, non corrisponde ancora a quell’orizzonte di equità, ma la confederazione non intende rinunciare alla speranza.
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Dalla memoria alle nuove generazioni
Landini ha poi richiamato il percorso storico dei diritti, sottolineando che nessuna conquista è arrivata spontaneamente. Secondo il segretario generale, le tutele sono state ottenute da persone che, non avendole, hanno scelto di organizzarsi e lottare per raggiungerle.
L’anniversario, dunque, non viene presentato soltanto come un momento celebrativo. La Cgil vuole interrogarsi su come trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio delle mobilitazioni e dei risultati raggiunti, con l’obiettivo di sostenere un diverso modello sociale e di sviluppo, basato su libertà e democrazia.
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