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Economia 1 min di lettura6 ott

Casa accessibile, il modello Vienna: affitti più bassi per il 60% dei residenti

La capitale austriaca mostra come un ruolo attivo delle istituzioni possa rendere l’abitare più inclusivo e meno costoso anche per il ceto medio

L’emergenza abitativa non ha una sola risposta. Vienna indica però una strada precisa: costruire un sistema nel quale l’intervento pubblico non sia riservato esclusivamente alle persone più povere, ma coinvolga una parte ampia della popolazione e contribuisca a contenere i canoni.


Vienna porta il pubblico oltre l’assistenza

Nella capitale austriaca circa un milione di persone, pari al 60% degli abitanti, vive in abitazioni riconducibili all’edilizia popolare. Non si tratta dunque soltanto di famiglie indigenti: il modello raggiunge una fetta significativa della società.

Il risultato è visibile anche sul fronte dei costi. Gli affitti, in media, risultano inferiori di un terzo rispetto ai prezzi praticati sul mercato, offrendo un’alternativa concreta a chi rischierebbe di essere escluso dalle abitazioni a condizioni ordinarie.

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Il terreno è il punto decisivo

La strategia viennese non si limita alla gestione degli alloggi già disponibili. La municipalità continua infatti ad acquistare aree e a pianificarne l’utilizzo, mantenendo così un ruolo diretto nelle scelte che riguardano lo sviluppo urbano.

L’idea di fondo è che l’accessibilità della casa dipenda anche dalla capacità delle istituzioni di intervenire sul suolo e sull’organizzazione della città. In questo modo, l’abitare viene considerato una responsabilità collettiva e non soltanto una questione affidata alle dinamiche del mercato.

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