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Economia 3 min di lettura6 ott

Carburanti, il paracadute salta: gasolio più caro di 6,1 centesimi

I distributori indipendenti contestano gli sconti dei grandi gruppi, mentre il decreto sulle accise mobili non risulta pubblicato e il diesel torna a rincarare.

La tensione resta alta tra i piccoli distributori, che sostengono di non poter replicare le riduzioni applicate dai principali operatori. Intanto, per giovedì 8, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso hanno convocato le società di raffinazione attive in Italia: l'obiettivo è valutare la situazione del mercato e verificare se esistano spazi per aumentare la produzione e contenere i listini.

Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, il 3 ottobre il 51,7% delle stazioni vendeva la benzina a meno di 2 euro al litro. Per il gasolio, invece, la quota degli impianti sotto i 2,20 euro si fermava al 52,2%. I distributori che hanno seguito il tetto annunciato dai grandi marchi sono circa 10.400, poco più della metà dei 20.140 impianti presenti sul territorio nazionale.


Gli sconti dei grandi fanno discutere

A spingere verso il basso i prezzi medi sono state le iniziative commerciali lanciate da quattro gruppi. Eni aveva fissato dal 28 settembre, per un mese, un limite di 2,19 euro al litro sul diesel e di 1,99 euro sulla benzina; il 27 settembre era arrivata una misura analoga da Socar, proprietaria di Ip. Successivamente si sono aggiunte Q8 e Tamoil.

L'effetto si è visto nei valori medi alla pompa. Il 27 settembre, sulle strade ordinarie e in modalità self-service, la benzina era indicata a 2,159 euro al litro e il gasolio a 2,377 euro. Il 5 ottobre le medie erano scese rispettivamente a 2,048 e 2,242 euro.

Le cosiddette pompe bianche hanno però accusato i quattro grandi operatori di concorrenza sleale. I gestori indipendenti lamentano infatti di non disporre dei volumi necessari per sostenere riduzioni analoghe senza compromettere i propri margini.


Accise mobili ancora senza decreto

Sul fronte fiscale, il passaggio annunciato dal governo non si è ancora concretizzato. Nella Gazzetta Ufficiale non compare il provvedimento interministeriale che avrebbe dovuto stabilire quali carburanti includere, l'entità della riduzione e la durata dell'intervento.

Il meccanismo avrebbe dovuto utilizzare l'aumento delle entrate Iva legato al petrolio per finanziare una parte dello sconto del mese successivo. In questo modo la misura non avrebbe richiesto nuove risorse pubbliche né prodotto un incremento del deficit, ma avrebbe garantito una riduzione più contenuta rispetto ai tagli pagati direttamente dallo Stato.

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Diesel, lo sconto fiscale è finito

Nel frattempo arriva la scadenza dell'ultima riduzione applicata al gasolio: allo scoccare della mezzanotte termina il beneficio di 6,1 centesimi al litro, sostenuto attraverso riduzioni ai bilanci dei ministeri. Dal giorno successivo, indicato dal governo nel 6 agosto, il prezzo del diesel dovrebbe quindi aumentare dello stesso importo in assenza di un nuovo intervento.

La premier Giorgia Meloni e il ministro Adolfo Urso avevano indicato proprio nelle accise mobili la soluzione destinata a sostituire lo sconto precedente. Tuttavia, senza la pubblicazione dell'atto firmato dal Ministero dell'Economia e dal ministero della Sicurezza energetica, il nuovo sistema non può diventare operativo.

È la prima volta da marzo che vengono meno completamente le agevolazioni fiscali sui carburanti. I precedenti tagli erano stati introdotti dopo l'approvazione del primo decreto legge seguito alla guerra tra Usa e Iran.


Verso aiuti più selettivi

L'esecutivo aveva inoltre prospettato il superamento degli sconti generalizzati, ritenuti più vantaggiosi per chi consuma maggiori quantità di carburante. L'orientamento annunciato era quello di concentrare le risorse sulle fasce con minori disponibilità economiche e sugli autotrasportatori.

Su questa impostazione, però, non è stato ancora raggiunto un accordo politico. Resta così da definire sia il destino delle misure mirate sia l'eventuale applicazione concreta del sistema delle accise mobili.

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