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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Debito e rendimenti, l’avvertimento del Fmi: per i governi arriva la stretta

Kristalina Georgieva chiede di ricostruire rapidamente i margini di bilancio mentre energia, guerra e debito spingono in alto i costi di finanziamento

Il ritorno dell’inflazione energetica e la crescita dei rendimenti sui titoli di Stato stanno restringendo lo spazio di manovra dei governi. Per Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fmi, le economie devono prepararsi a decisioni difficili proprio mentre il debito pubblico globale si avvicina a una soglia senza precedenti.


Il debito pesa sulla crescita globale

Parlando a Singapore prima delle assemblee annuali del Fmi e della Banca Mondiale, in programma la prossima settimana a Bangkok, Georgieva ha indicato nei disavanzi elevati e nella spesa per interessi uno dei principali rischi per la stabilità dell’economia mondiale.

Il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo è destinato a superare presto il 100%. In questo scenario, ha avvertito la direttrice del Fondo, "ricostruire lo spazio fiscale è urgente": le amministrazioni pubbliche devono recuperare risorse e flessibilità per poter reagire a nuovi shock.


Rendimenti ai massimi da decenni

Negli ultimi mesi i mercati obbligazionari internazionali sono stati colpiti da forti vendite. A pesare è una combinazione di fattori: il protrarsi del conflitto in Medio Oriente, l’inasprimento della politica monetaria delle principali banche centrali e l’aumento dell’indebitamento dei Paesi più ricchi.

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La guerra in Iran ha inoltre alimentato il rincaro dell’energia, con effetti immediati sui mercati del debito. I costi di finanziamento a dieci anni di Stati Uniti, Germania e Giappone hanno raggiunto livelli che non si vedevano da diversi decenni e, secondo Georgieva, "sono ancora in salita".


Manovra fiscale sempre più stretta

L’incremento dei rendimenti rende più oneroso rifinanziare il debito e limita le possibilità di spesa dei governi. Da qui l’avvertimento su "scelte politiche molto dure" per contenere gli esborsi pubblici e arginare il peggioramento dei conti.

L’appello arriva dopo il recente crollo dei mercati obbligazionari globali e segnala il legame tra emergenza energetica, instabilità geopolitica e sostenibilità delle finanze pubbliche. Per il Fmi, il nodo non riguarda soltanto i singoli Paesi: l’aumento dei disavanzi e degli interessi può diventare un fattore decisivo per la salute dell’intera economia mondiale.

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