Carburanti, il freno ai prezzi durerebbe solo 180 giorni
Faib e Fegica chiedono un limite temporaneo legato a criteri misurabili, con riferimenti sia italiani sia europei.
Il governo potrebbe introdurre un tetto provvisorio per i prezzi dei carburanti, ma soltanto per un periodo circoscritto. La proposta arriva da Faib e Fegica, che indicano in 180 giorni la durata massima della misura.
Douglas
-25% su app da Douglas con Beauty Card
Un limite pensato per sei mesi
Secondo l’ipotesi avanzata dalle due organizzazioni, il provvedimento non avrebbe carattere permanente. Il contenimento dei prezzi resterebbe infatti in vigore per non più di 180 giorni.
La durata definita servirebbe a circoscrivere l’intervento nel tempo, evitando che il tetto venga applicato senza una scadenza prestabilita. Nel testo disponibile non sono indicati ulteriori dettagli sulle modalità operative.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Criteri nazionali ed europei
L’eventuale soglia non verrebbe fissata in modo arbitrario. Faib e Fegica propongono di calcolarla sulla base di parametri oggettivi.
I riferimenti dovrebbero comprendere sia dati nazionali sia indicatori europei. La proposta, tuttavia, non specifica quali valori verrebbero utilizzati né come sarebbero tradotti nel limite finale per i prezzi dei carburanti.
Continua a leggere
Mps, Iss boccia le due offerte: il voto decisivo del 29 ottobre
Il consulente degli investitori istituzionali invita a respingere le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, indicando l’Opas di Intesa come possibile alternativa.
Auto, Parigi e Berlino stringono: il nodo dei motori dopo il 2035
Francia e Germania cercano una posizione comune su motori termici, ibride cinesi e produzione europea, mentre Bruxelles stima in 10 miliardi il costo dei dazi americani.
Multe ridotte, ma senza assicurazione cambia tutto: le nuove regole
Il Consiglio dei ministri approva la revisione del Codice della strada: sanzioni ritoccate al ribasso, nuovi obblighi e più strumenti per i controlli
Taranto, la crisi si allarga: sciopero e Cig per 4.200 dell’indotto
Il decreto stanzia nuove risorse per lavoratori diretti e aziende collegate, mentre il governo prepara la reindustrializzazione e mantiene attivi gli impianti dell’area a caldo.