Btp, lo spread si restringe: i mercati guardano alla Fed
La frenata dell’occupazione americana rafforza l’ipotesi di una pausa sui tassi, mentre l’energia spinge l’inflazione dell’Eurozona al 3,8%.
La proposta italiana sui conti europei punta a tenere conto dell’effetto che l’inflazione ha avuto sulla spesa nominale dei singoli Paesi. Giancarlo Giorgetti ha chiarito che l’obiettivo non è ottenere margini aggiuntivi, ma aggiornare la valutazione dei percorsi fissati tre anni fa, quando le previsioni sui prezzi erano molto diverse.
Il ministro dell’Economia ha spiegato di seguire con attenzione sia l’evoluzione dei tassi sia quella dell’inflazione. Sul fronte europeo, Antonio Tajani ha invece invitato la Banca centrale a distinguere l’aumento dei prezzi legato ai fattori esterni da una dinamica generata dall’economia interna.
La frenata Usa cambia le attese
A settembre negli Stati Uniti sono stati creati appena 29.000 posti di lavoro, contro i 90.000 stimati dagli analisti. Anche il tasso di disoccupazione ha sorpreso in negativo, passando dal 4,1% al 4,2%.
Il dato ha modificato rapidamente le previsioni sulle prossime mosse della Federal Reserve. Le probabilità di una conferma dei tassi nell’intervallo 3,75-4% durante la riunione del Fomc del 27-28 ottobre sono salite dal 72% all’82,8%, secondo le indicazioni del FedWatch del Cme Group. A settembre l’istituto aveva aumentato il costo del denaro dello 0,25%.
La debolezza del mercato del lavoro, tuttavia, si combina con un’inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2%. Per Kevin Warsh, presidente della banca centrale statunitense, lo spazio per intervenire resta quindi limitato. Donald Trump continua a chiedere una riduzione dei tassi, ma i dati arrivati a ridosso delle elezioni di metà mandato di novembre rendono più delicata la posizione della Casa Bianca.
Rendimenti in calo, Btp più forti
La reazione sui mercati obbligazionari è stata immediata. Il rendimento del titolo del Tesoro Usa a 10 anni ha perso oltre 6 punti base, fino al 5,182%, mentre nelle principali economie europee i decennali hanno ceduto circa 3 punti base.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il movimento ha sostenuto anche le Borse, tutte in territorio positivo, e ha ridotto la pressione sui titoli di Stato. A beneficiarne è stato lo spread tra Btp e Bund, sceso a 114,6 punti rispetto ai 126 registrati in apertura; nello stesso tempo, il rendimento annuale del titolo italiano è diminuito di 8,6 punti, arrivando al 4,6%.
Gli investitori hanno letto i numeri sull’occupazione americana in chiave favorevole per gli asset più rischiosi. L’ipotesi di un mantenimento dell’attuale livello dei tassi da parte della Federal Reserve ha infatti attenuato i timori di un ulteriore irrigidimento delle condizioni finanziarie.
L’energia riaccende l’inflazione europea
Nell’Eurozona il quadro è più complesso. Le stime preliminari di Eurostat indicano per settembre un’inflazione al 3,8%, in netto aumento rispetto al 3,2% di agosto, mentre la componente energetica è cresciuta del 18,8%.
Diego Iscaro, responsabile dell’analisi economica europea di S&P Global Market Intelligence, ha osservato: «L’economia ha mostrato resilienza agli shock dell’energia e all’elevata incertezza geopolitica, ma l’aumento dell’inflazione la metterà alla prova mentre ci avviamo verso l’ultimo trimestre dell’anno».
Il ritorno della pressione sui prezzi alimenta il timore che la Bce debba valutare interventi più incisivi sui tassi. Tajani ha detto di augurarsi che a Francoforte venga riconosciuta la natura esogena dell’inflazione attuale, legata cioè a fattori esterni e non a squilibri prodotti direttamente dall’economia dell’area.
Continua a leggere
Scostamento, il governo chiede 28 miliardi: cosa cambia per difesa ed energia
Il Consiglio dei ministri approva il documento finanziario e una richiesta di flessibilità dello 0,6% del Pil annuo per il 2027 e il 2028
Greggio in ritirata: Wti sotto quota 90 dollari a New York
La seduta si chiude con ribassi marcati per entrambi i principali riferimenti del mercato: il contratto americano arretra più del Brent.
Dai social al cinema: le marche investono 853 milioni nelle storie
Nel 2026 il branded entertainment italiano raggiungerà 853 milioni di euro: aziende, piattaforme e nuovi linguaggi trasformano la comunicazione in contenuto da vivere.
Scorte strategiche e prezzi: il G7 prova a disinnescare la crisi del diesel
L’intesa prevede nuove forniture di greggio e gasolio per attenuare l’impennata dei costi, mentre l’Europa resta esposta alle tensioni internazionali