Borse, il dato che può accendere i prossimi nove mesi
Secondo Ken Fisher, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero favorire i mercati grazie a uno stallo politico storicamente positivo per le azioni.
Piazza Affari potrebbe beneficiare di un eventuale rialzo dei mercati statunitensi: tra gli indici MIB e S&P 500 esiste infatti una correlazione pari a 0,70. Il legame è ancora più marcato se si considera il rapporto tra azioni americane e titoli del resto del mondo, fermo a 0,83 su una scala in cui 1,00 indica un andamento perfettamente parallelo.
GioiaPura
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Anche l’Italia guarda al voto americano
L’ipotesi sostenuta da Ken Fisher è che il ciclo elettorale statunitense possa creare condizioni favorevoli ben oltre i confini degli Stati Uniti. La dinamica, secondo l’analista, riguarda quindi anche i listini europei e può riflettersi sul mercato azionario italiano.
Fisher ha sintetizzato così la sua previsione: «Le Borse faranno festa con le elezioni di metà mandato». Il punto centrale non sarebbe tanto il partito destinato a prevalere, quanto l’effetto istituzionale prodotto dal voto sul rapporto di forza all’interno del Congresso.
Lo stallo che piace ai mercati
Dopo le elezioni di metà mandato, il partito del Presidente ha perso seggi alla Camera nell’89% dei casi e al Senato nel 71%. Un Congresso più diviso rende più difficile approvare provvedimenti controversi, una situazione che storicamente viene accolta con favore dagli investitori quando riduce il rischio di nuove misure divisive.
Nei primi due anni della presidenza, al contrario, l’amministrazione tende a spingere sui progetti più ambiziosi proprio perché prevede di perdere influenza dopo il voto. L’aumento dell’incertezza politica può pesare sulle azioni, mentre la successiva paralisi legislativa tende a diminuire il timore di decisioni radicali.
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Il periodo più solido per le azioni
Il secondo anno del mandato presidenziale, come sarà il 2026, coincide con l’avvio della campagna elettorale. La retorica più aspra può frenare i mercati: nel secolo scorso, nei primi tre trimestri degli anni caratterizzati dal voto di metà mandato, le azioni statunitensi sono salite rispettivamente nel 46%, nel 58% e nel 60% dei periodi osservati.
Il quadro cambia nell’ultima parte dell’anno. Nel quarto trimestre le Borse americane hanno chiuso in rialzo nell’84% dei casi; considerando invece i nove mesi che seguono le elezioni, la frequenza positiva arriva al 92%, con un incremento medio del 20%. Secondo i dati citati da Fisher, si tratta della fase di nove mesi più regolarmente favorevole nella storia del mercato azionario, con una sola eccezione negativa durante la Grande Depressione.
L’esito, inoltre, non dipenderebbe dal partito al governo né dall’andamento dei listini nei mesi precedenti alle urne. Per questo Fisher considera il voto di metà mandato un elemento potenzialmente decisivo nelle sue previsioni rialziste per il 2026.
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